Los
Angeles: strane luci, simili a comete d’energia, scendono
dal cielo durante la notte. Esse precedono l’arrivo
di gigantesche navi spaziali che, durante il mattino, calano
sulla terra celate da grossi banchi di nuvole, cominciando
a prelevare la gente dal suolo ed inghiottirle all’interno
del loro scafo mediante potenti raggi traenti. Un gruppo di
amici, reduci da un party ad alto tasso alcolico, vengono
svegliati dalle luci delle navi aliene scoprendo dalle finestre
del loro attico il caos scoppiato nelle strade. A niente vale
l’intervento delle autorità e dei mezzi militari,
in una controffensiva resa vana dalla potenza della tecnologia
aliena. Il rastrellamento continua quando gli extraterrestri
scendono dalle loro navi a bordo di giganteschi mezzi ed armature
tentacolari che, tramite potenti luci, rendono inermi gli
esseri umani, accecandoli, per poi ghermirli. Per sopravvivere,
i protagonisti devono sfuggire alla cattura uscendo dal palazzo
e tentando di cercare la salvezza allontanandosi dalla città,
ma per le strade la situazione è estremamente difficile
e pericolosa.
“Skyline”
è un mix di tematiche fanta-catastrofiche a metà
tra quelle di “Indipendence Day” e “Cloverfield”,
con una gigantesca ed inarrestabile minaccia aliena dalla
quale gli esseri umani tentano di trovare scampo. La regia
adotta un timbro visivo ruvido, da docu-fiction, con una narrazione
in soggettiva che ci mostra la lotta per la sopravvivenza
di un ristretto gruppo di personaggi.
Nonostante un budget medio-basso, la pellicola vanta effetti
speciali spettacolari e realistici, questo grazie ai registi
Colin e Greg Strause (“Aliens vs Predator 2: Requiem”),
entrambi tecnici Sfx con una lunga esperienza, avendo lavorato
in film come “Avatar”, “Iron Man 2”,
“L'incredibile Hulk”, “Il curioso caso di
Benjamin Button” ed “X-Men 3”. Ma al di
là dei suoi discreti aspetti visivi, “Skyline”
risulta un film molto povero a livello narrativo, sia nello
sviluppo dei suoi elementi principali che nell’impostazione
caratteriale dei personaggi; questo perché gli stessi
autori della sceneggiatura Joshua Cordes e Liam O'Donnell
sono anche loro tecnici di effetti speciali e non veri scrittori:
il risultato è una trama dai passaggi elementari e
prevedibili, piena di lacune, ripetitiva nell’impostazione
degli eventi e con personaggi incolori e poco approfonditi.
Le
sequenze spettacolari inerenti l’invasione aliena non
sono neanche molte ma, nonostante ciò, “Skyline”
mantiene un elevato ritmo di narrazione, bypassando la scarsa
empatia con i personaggi grazie ad un approccio narrativo
drammatico e realistico, vissuto in prima persona dai protagonisti:
quindi, se da un lato non è approfondito il quadro
generale narrativo sugli alieni (ovvero cosa realmente sono
e cosa stanno facendo), d’altro canto la mancanza di
dettagli rende la situazione più fosca a livello drammaturgico;
inoltre, la presenza degli alieni è tutt’altro
che patinata (come avveniva ad esempio in “Indipendence
Day”), bensì molto fisica ed horror.
Purtroppo, con molteplici elementi presi in prestito da altri
film (anche da un punto di vista di design, con tratti tecno-organici
già visti in “Matrix” o “La Guerra
dei Mondi”), “Skyline” si rivela un prodotto
poco originale e poco incisivo: un lungo videoclip superficiale
ed anche poco compiuto, a causa di un finale monco che apre
la strada in maniera sfrontata ad un probabile sequel.
Marco
Valerio