SILVIO FOREVER

Titolo Originale: Silvio Forever
Genere: Documentario, Biografico
Regia: Roberto Faenza, Filippo Macelloni
Sceneggiatura: Sergio Rizzo, Gian Antonio Stella
Montaggio: Riccardo Cremona
Produzione: Ad Hoc Film
Paese d’origine: Italia - 2010
Durata: 80 minuti
Data di uscita: 25 Marzo 2011

 

Parlare dell’Italia, della sua cultura e della sua attualità, ormai è diventato sinonimo di Berlusconi. Questo personaggio politico, ormai dal 1994, anno in cui si candidò e vinse le elezioni, ha rivoluzionato completamente il nostro modo di essere, di parlare, di agire, e soprattutto di (non) pensare.
Non c’è quotidiano o servizio tg che non si occupi di lui, delle sue contraddizioni, o delle sue ultime dichiarazioni che lo riguardano da vicino e che tanto alimentano le cronache del Belpaese e mondiali. Perchè il nostro presidente del Consiglio è ormai diventato un prodotto che con ogni sua parola, ogni sua dichiarazione, è uno slogan con cui presenta questo marchio di fabbrica, questo suo modo di essere e di apparire, che gioco forza è diventato il modo di rappresentare l’Italia anche all’estero.

Questo film, “Silvio Forever – Autobiografia non autorizzata di Silvio Berlusconi”, rappresenta questo italiano sorretto da una volontà di ferro e da una voglia di conquista che finora nessuno, a parte se stesso, è riuscito a fiaccare.
Questa pellicola biografica, partendo dalle sue più umili origini, un giovane come tanti altri benvoluto da genitori e insegnanti del liceo, ripercorre tutte le tappe fondamentali delle sue più grandi opere: dalle zone residenziali di Milano 2 e Milano 3, alla creazione del gruppo Fininvest (ora Mediaset) e delle sue reti tv - Canale 5, Italia 1, e Rete 4 -, all’acquisto del Milan, squadra di calcio, fino ai suoi governi che dal 1994 ad oggi lo hanno visto sempre in bilico tra le aule di tribunale e le acclamazioni pubbliche.
Perchè è proprio il popolo italiano che questo film va ad inquadrare, a mettere sotto la lente di ingrandimento: milioni di persone che, anno dopo anno, hanno contribuito a consolidare e arricchire le schiere di suoi affezionati fan dall’alto al basso dell’Italia. E tutto ciò nonostante gli avvisi di garanzia, gli scandali a base di sesso e lustrini, e le varie voci di collusioni con la mafia e Cosa Nostra. In mezzo a tutto questo, lui, Silvio Berlusconi, che in circa 80 minuti di film, di foto e filmati presi da ogni angolo del globo su internet, sorride sornione, sbeffeggia, parla allegramente come nulla fosse, creando questo impatto mediatico lineare e compatto che nulla ancora è riuscito ad abbattere.

Gli stessi sceneggiatori hanno voluto confermare la forza di questo personaggio così poliedrico nelle sue facce e nelle sue presentazioni e, assolutamente, negano di aver voluto contribuire a fare di questo film un ulteriore attacco contro Berlusconi o il suo entourage, i cavalieri che da sempre lo inneggiano, nonostante i colpi subiti.
Un film che per questi contenuti ha già trovato e troverà difficilmente una giusta collocazione: o si amerà, o lo si odierà! E, nel frattempo, ha già scatenato ovvie reazioni sia in RAI che in Mediaset, bloccandone i trailer e impendendo servizi di approfondimento ad esso collegati.
Segno che ancora una volta la volontà di parlare, di esprimersi, è ad appannaggio di una sola persona, ovvero lui, Silvio Berlusconi e questa Italia fatta a sua immagine.

Alessandro Cristofaro