Bob
Lee Swagger è un cecchino professionista dalla mira
praticamente perfetta che, amareggiato nei confronti delle
autorità militari, si è ritirato dal corpo dei
Marines andando a vivere in montagna. Contattato dal colonnello
Johnson, che lo informa sulla possibilità di un attentato
al Presidente degli Stati Uniti, viene convinto a tornare
in azione per una missione di protezione, ma si renderà
drammaticamente conto di essere stato incastrato ed usato
come capro espiatorio per un gioco di potere dalle dinamiche
oscure e poco pulite. Tradito e vittima di una grossa macchinazione,
Swagger si ritroverà bersaglio di una caccia all’uomo
da parte delle autorità, con l’accusa di essere
un rinnegato terrorista. L’uomo non si dà per
vinto e, sfruttando le proprie capacità, lotterà
contro il tempo per rimanere vivo e smascherare il complotto
di cui è vittima.
A parte un pò di divertimento da un punto di vista
visivo, quindi puramente fine a sé stesso, questo film
non propone nulla di nuovo che non sia stato già visto
in passato. SHOOTER è il solito e convenzionale thriller
d’azione con velleità di dramma spionistico-poliziesco,
sulla falsariga di spy-story come il classico “Intrigo
Internazionale” oppure i più moderni “I
Tre Giorni del Condor” e “The Bourne Identity”.
Al centro della trama, come gli esempi citati, c’è
la sfruttatissima cospirazione ad alto livello e la solita
vittima sacrificale che però si rivela più coriacea
del previsto ed esce fuori con le proprie forze dal complotto
ordito alle sue spalle. Tratto pure da un romanzo, “Point
of Impact” di Stephen Hunter, nonché probabile
primo episodio di una trilogia cinematografica, questo film
è diretto in maniera adrenalinica dallo specialista
Antoine Fuqua (“King Arthur”,"Training Day",”Bait-L’Esca”),
che imbastisce una serie di sequenze d’azione abbastanza
spettacolari, ma comunque dalla resa visiva trita e ritrita,
tipica di tanti altri film d’intrattenimento.
Il divertimento è comunque assicurato, visto che la
storia fila via liscia come l’olio, ma l’apparato
narrativo si inceppa quando la sceneggiatura ha la presunzione
di voler fare qua e là una critica politica contro
il sistema militare USA con tanto di apologia morale verso
il patriottismo tradito degli americani, ma affonda i denti
su ben poca “polpa” narrativa a causa dell’impostazione
da fumetto che questo film ha, con una trama ridotta all’osso
e ben poca coerenza e credibilità nella sua esposizione,
piena di buchi narrativi.
Altro punto a sfavore di questo film è il protagonista
Mark Wahlberg, giovane divo di Hollywood la cui carriera è
caratterizzata dal fatto di aver girato svariate pellicole,
anche di successo, senza mai interpretarle veramente, con
una perenne inespressività facciale ed una mancanza
di personalità francamente inquietanti, più
della elementarità di questo SHOOTER.
Marco
Valerio