SHERLOCK HOLMES: GIOCO DI OMBRE
 
Titolo Originale: Sherlock Holmes – A Game of Shadows
Genere: Azione, Commedia
Regia: Guy Ritchie
Sceneggiatura: Kieran Mulroney, Michele Mulroney
Cast: Robert Downey Jr., Jude Law, Noomi Rapace, Jared Harris, Stephen Fry, Rachel McAdams, Kelly Reilly, Eddie Marsan, Geraldine James, Gilles Lellouche, William Houston, Affif Ben Badra
Colonna Sonora: Hans Zimmer
Produzione: Silver Pictures, Lin Pictures, Warner Bros. Pictures
Paese d’origine: USA/GB - 2011
Durata: 129 minuti
Data di uscita: 16 Dicembre 2011

 

Quando il principe ereditario d’Austria viene trovato morto, tutte le tracce raccolte sembrano convergere verso il tipico caso di suicidio. Ma Sherlock Holmes (Robert Downey Jr.) comprende, invece, come il nobiluomo sia stato più probabilmente vittima di un omicidio premeditato, un assassinio che è soltanto una tessera di un più grande e oscuro mosaico dietro il quale si cela il malvagio professor Moriarty (Jared Harris). Unendo gli affari al piacere, Holmes rintraccia poi altri indizi sul caso nel club dove, con suo fratello Mycroft (Stephen Fry), si incontra con il suo amico Watson (Jude Law) per festeggiare l’ultima notte di celibato prima che questi si sposi con Mary Morstan (Kelly Reilly). Nel club c’è anche Sim (Noomi Rapace), una zingara cartomante, che sa più di quanto racconti sul caso del principe defunto e che, probabilmente, potrebbe essere la prossima vittima di Moriarty. Holmes, insieme a Sim e Watson (trascinato via dalla sua luna di miele), continua la sua letale partita a scacchi con Moriarty, scoprendo un incredibile macchinazione che potrebbe cambiare gli equilibri nell’intera Europa.

Squadra vincente non si cambia ed ecco che, dopo il grande successo di pubblico e di critica del primo episodio, arriva puntualmente il sequel sulla nuova, moderna, versione del celebre detective inventato da Sir Conan Doyle. Tornano dunque Robert Downey Jr. e Jude Law, ancora una volta nei ruoli della coppia Holmes e dr. Watson, diretti da Guy Ritchie (“Lock & Stock”, “The Snatch”) il quale, insieme alla coppia di sceneggiatori Kieran Mulroney e Michele Mulroney, continua a mescolare sapientemente le carte e tenere la figura di Sherlock sospesa tra caratterizzazione classica e moderna. Il film è ambientato nella Londra del 1891 e si ricollega agli eventi del primo film, introducendo finalmente la celebre nemesi del professor Moriarty e narrando le indagini di Holmes per arrivare al suo misterioso avversario, mentre Watson è diviso tra il ruolo di suo partner e quello di buon marito dell’insofferente Mary.

Il risultato di questo film è forse addirittura superiore a quello del primo, pregevole, capitolo cinematografico: la sceneggiatura è molto più ricca di elementi e dettagli di caratterizzazione (compreso l’uso di oppiacei da parte di Holmes, suggerito dal suo stesso autore in più di un romanzo…), presentando una struttura narrativa complessa che accompagna le indagini del protagonista, alle prese con un nemico suo pari per intelligenza e pianificazione. La velocità (per pura esigenza di durata filmica) nel rappresentare le deduzioni e i risultati investigativi del protagonista evita il rischio di farle risultare banali e facilone, grazie al contro bilanciamento di un impianto minuzioso e particolareggiato, che svela un complesso intrigo in maniera progressiva e precisa. La regia di Guy Ritchie è abile, veloce, attenta ai dettagli e perfettamente allineata al temperamento poliedrico del film, mescolando tra loro generi come azione, mistery e commedia in un’unica soluzione ben equilibrata e gradevole. La storia si evolve alternando indagini a inseguimenti, scontri a fuoco a gag brillanti, contrapposizioni di intelletto (Holmes e Moriarty) a combattimenti corpo a corpo conditi da momenti buffi, in un allestimento brillante quanto spettacolare che non scade mai nell’assurdo ingiustificato.

Grande cinema d'intrattenimento, dunque, divertente e spettacolare, anche grazie ad un cast indovinato: le new entry Noomi Rapace e Jared Harris sono all’altezza della situazione, offrendo la prima una performance discreta, grazie soprattutto ai suoi sguardi espressivi e vibranti, nonostante lo scarso peso che ha il suo personaggio all’interno della storia; il secondo è un villain perfetto, interpretando un Moriatry sottile, ambiguo e tagliente. Ironico e gigioneggiante come sempre Downey jr., bravo comunque a non strafare, ma Jude Law gli è addirittura superiore per simpatia e caratterizzazione, confermandosi non una spalla ma un co-protagonista alla pari. Assolutamente esilarante ed originale il finale, aperto –naturalmente- ad un futuro, terzo capitolo.

 

Marco Valerio