Riesce
ad arrivare nei cinema, a due anni di distanza dalla sua realizzazione,
la terza opera diretta dal poliedrico Angelo Orlando, visto
come attore in film come “Pensavo fosse amore e invece
era un Calesse” di Massimo Troisi e ne “La Voce
della Luna” di Fellini, nonché regista nel 1994
di una curiosa commedia Noir quale “L’Anno Prossimo
vado a letto alle Dieci”, ispirata ai fumetti di Andrea
Pazienza.
“Sfiorarsi”
è una commedia sentimentale che racconta una storia
d’amore sopra le righe tra l’immaturo fotografo
Paolo (Angelo Orlando) e la vitale attrice e madre sigle Celine
(Valentina Carnelutti), le cui vite si sfiorano, si incontrano
e si allontanano, salvo avvicinarsi e sfiorarsi di nuovo.
Il tema principale del film è incentrato su una domanda:
quante possibilità esistono per un uomo ed una donna
di incontrarsi nell’arco di una vita?
E la risposta ci arriva dalla storia di un incontro, ambientato
in una Roma mondana e quotidiana, con la geografia di un amore
rinviato nel corso del tempo e ritardato dallo scorrere delle
vite dei due protagonisti su binari quasi paralleli, destinati
a sfiorarsi di continuo. Questo meccanismo, che riflette la
casualità e le infinite possibilità di vite
diverse che si incontrano, scandite dallo scorrere sfalsato
della quotidianità, è sicuramente la cosa migliore
del film a livello concettuale. Per il resto, nonostante la
storia gradevole ed i toni garbati, “Sfiorarsi”
è una pellicola non completamente riuscita, caratterizzata
da uno sviluppo soffice ma superficiale degli eventi, che
non coinvolge completamente gli spettatori e che ha un finale
in parte poetico ed in parte irrisolto, che lascia il pubblico
perplesso.
Il
film è in bilico tra la commedia sentimentale e il
film introspettivo-generazionale sui post-trentenni, ma non
riesce a prendere una posizione narrativa chiara, con toni
leggeri e scanzonati che da un lato sono poco marcati per
rendere il film apertamente una commedia e dall’altro
non rendono molto credibili i momenti introspettivi, che risultano
poco curati e vissuti. Delicata
e bravissima la protagonista femminile Valentina Carnelutti,
già vista in “Tutta la Vita Davanti” di
Paolo Virzì, che interpreta un personaggio dolcissimo
e sognatore, mentre il co-protagonista/regista Angelo Orlando
risulta non essere proprio all’altezza del ruolo, recitando
con un timbro monotono ed un’unica espressione facciale
che rende il suo personaggio (complice anche la sua faccia
stralunata) una macchietta svagata ed infantile che più
che vivere gli eventi del film ne è un testimone distratto.
Paolo
Pugliese