SEGNALI DAL FUTURO

Titolo Originale: Knowing
Genere: Fantascienza/Thriller/Catastrofico
Regia: Alex Proyas
Sceneggiatura: Douglas Pearson, Stiles White e Juliet Snowden
Cast: Nicholas Cage, Rose Byrne, Chandler Canterbury, Ben Mendelsohn, Terry Camilleri, Adrienne Pickering, Liam Hemsworth, Danielle Carter
Colonna Sonora: Marco Beltrami
Produzione: Escape Artists, Kaplan/Perrone Entertainment, Summit Entertainment
Paese d’origine: USA - 2008
Durata: 121 minuti
Data di uscita: 4 Settembre 2009

 

Nicolas Cage è il protagonista del thriller catastrofico Segnali dal Futuro, nel ruolo di un astrofisico che si ritroverà per le mani una scoperta sconvolgente, contenuta in una capsula sepolta nel 1958 da alcuni studenti di una scuola elementare in occasione dell’inaugurazione del loro istituto. Tra il materiale d’epoca inserito dai bambini nella capsula, c’è un quaderno scritto da una ragazzina che, apparentemente udendo delle voci immaginarie, ha messo su carta una lunga serie di numeri secondo un misterioso ordine matematico.
50 anni dopo, la capsula viene riportata alla luce ed il quaderno affidato al piccolo Caleb Myles, figlio del professore Ted Myles (Nicolas Cage), il quale comincia a studiare la sequenza numerica con curiosità, scoprendo una chiave di lettura dei numeri ed apprendendo che essi sono una sorta di mappa cifrata dei maggiori disastri degli ultimi 50 anni di storia, con tanto di date e coordinate. Ted stenta a credere a quello che ha scoperto, decifrando prossimi disastri ancora non avvenuti, fino ad un evento di distruzione su scala globale che potrebbe devastare la vita sulla terra.

Il film è diretto con energia da Alex Proyas, il regista australiano di film come Il Corvo, Io, Robot e Dark City, che pur non raggiungendo i fasti de Il Corvo, costruisce una pellicola scenograficamente ottima e permeata da una tensione che non cala mai, oltre che da effetti speciali stupefacenti.
Di problemi, volendoli cercare, la pellicola ne ha a bizzeffe, prima di tutto un Nicolas Cage veramente pessimo, che persino durante i disastri più eclatanti raggiunge livelli di inespressività imbarazzanti; poi, una ricca di spunti e di promesse che finiscono per non essere appieno sfruttati nella seconda parte del film, nonché qualche cliché di troppo arrivato direttamente dal moderno cinema catastrofista.
Il film presenta un grosso divario narrativo tra il primo ed il secondo tempo, non riuscendo a mantenersi su un livello costante e sprecando le buone intuizioni iniziali. Pare che la sceneggiatura sia stata scritta nel corso di quasi otto anni, con continui rimaneggiamenti e riscritture; questo potrebbe spiegare il motivo di così tanti spunti (alcuni pure interessanti) lasciati in sospeso e il così inaspettato cambio di marcia nel secondo tempo.
Tuttavia una chance la si può sempre dare a questo film che, pur non aspirando a diventare qualcosa di più che puro intrattenimento volto a mostrare in tutta la loro gloria la potenza degli effetti speciali moderni, risulta essere ottimo per spendere due orette in modo intelligente e senza annoiarsi mai.

Leonardo Quintavalle