A
San Francisco, il giovane David Abbott (Mark Ruffalo) dopo un
assidua ricerca, si stabilisce in un confortevole appartamento
in affitto. Tutto sembra normale, ma all'improvviso David si trova
a dover fare i conti con le apparizioni del fantasma della inquilina
precedente, Elizabeth Masterson (Reese Witherspoon) con cui inizia
dapprima un rapporto conflittuale, salvo poi aiutarla a capire
da dove venga e soprattutto chi sia, anche con l'aiuto iniziale
di un esperto in esoterismo (Jon Heder) scoprendo così
una tragica verità…
Dopo un ottimo successo di pubblico negli Usa, arriva anche da
noi SE SOLO FOSSE VERO, commedia romantica atipica (nel film viene
sfiorato il tema dell'eutanasia) diretta da Mark Waters ("Mean
Girls" e "Quel pazzo venerdì") e ultimo
film interpretato dalla brava Reese Witherspoon prima della consacrazione
agli Oscar con "Walk The Line". SE SOLO FOSSE VERO si
rivela una pellicola molto divertente, soprattutto nella prima
parte, in cui assistiamo ai tentativi di David di sbarazzarsi
di quello che all'inizio sembra un vero e proprio fantasma e ai
continui battibecchi con una Witherspoon inarrestabile.
Supportato
da una sceneggiatura abbastanza frizzante realizzata da Leslie
Dixon e Peter Tolan (e basata su un libro di Marc Levy), il film
perde un pochino di verve nella parte centrale, ma poi si riprende
grazie allo scoppiettante e tenero finale che però non
sfiora lo stucchevole. Inoltre la pellicola, più che per
la storia, si regge parecchio sulle performances dei due interpreti,
ovvero la Witherspoon che si rivela un’attrice dotata e
sicura di sé, confermando ancora una volta la sua bravura
in ruoli di "genere" come questo; Mark Ruffalo, invece,
inizialmente appare un po’ spaesato ma riesce poi a prendere
sicurezza e a fornire una prova convincente, rimanendo comunque
in secondo piano rispetto alla sua collega.
Non
bisogna poi dimenticare il cast dei comprimari, in cui spiccano
i bravi Donal Logue e John Heder: quest’ultimo, giovane
attore emergente famosissimo in Usa per la commedia adolescenziale
"Napoleon Dynamite", qui dà un pizzico di eccentricità
di cui si sentiva il bisogno per rendere maggiormente movimentata
questa commedia sentimental-sovrannaturale..
Carlo
Coratelli