SE SEI COSI', TI DICO SI

Genere: Commedia
Regia: Eugenio Cappuccio
Sceneggiatura: Eugenio Cappuccio, Claudio Piersanti, Antonio Avati
Cast: Emilio Solfrizzi, Belen Rodriguez, Iaia Forte, Fabrizio Buompastore, Carlo Conti, Totò Onnis, Gaetano D’Amore, Salvatore Marino, Roberto De Francesco, Francesca Faiella, Gianni Colajemma, Azzurra Martino
Produzione: Duea Film, Medusa Film, Apulia Film Commission
Paese d’origine: Italia - 2010
Durata: 100 minuti
Data di uscita: 15 Aprile 2011

 

Con una storia in bilico tra il mondo dello showbiz televisivo, il gossip e i nostalgici anni ’80, “Se sei così ti dico si” è una commedia brillante-sentimentale diretta da Eugenio Cappucci, il regista del drammatico “Uno su Due” con Fabio Volo. Il film ha per protagonista il cantante di origine pugliese Piero Cicala (Emilio Solfrizzi), la cui carriera ebbe il suo culmine negli anni ‘80 con una sola canzone di grande successo, “Io, te e il mare”, che vendette quasi un milione di dischi, ma che per lui si rivelò anche un fuoco di paglia. Non essendo più riuscito a ripetere l’exploit, nonostante altre belle canzoni composte, Piero vede la sua carriera naufragare miseramente, senza aver saputo gestire correttamente né il successo né la ricchezza, entrambe svanite in breve tempo. Ma dopo molti anni, un’importante trasmissione tv lo ripesca come gloria del passato, invitandolo a Roma. Lontano da molti anni dalla luce dei riflettori, Piero cerca di rimodernare il proprio look e, giunto nella capitale, incontra la famosissima Talita Cortès (Belén Rodríguez), fotomodella argentina giunta in città per il lancio di un profumo e al centro di tutte le telecamere della città e del mondo del gossip. I suoi fan circondano addirittura l’albergo dove per caso alloggia anche Piero. Il loro avventuroso incontro, tra orde di fotografi e fan, li porterà addirittura a partire insieme con un aereo privato verso gli Stati Uniti, con un nuovo inizio di vita per Piero.

Scritto da Eugenio Cappuccio con la collaborazione di Claudio Piersanti ed Antonio Avati (fratello di Pupi Avati), “Se sei così ti dico si” è una commedia che sorprende il pubblico per i toni leggermente malinconici che accompagnano le vicende del protagonista. Con la presenza di un’introspezione amarognola nei personaggi e di varie riflessioni tra le righe sullo showbiz giornalistico e televisivo, il regista Cappuccio riprende in maniera moderna ed un po’ scanzonata la tradizione della commedia italiana d’autore, alternando toni agrodolci ad un ritratto della nostra attualità. Il risultato è una storia che sfodera, tra il serio ed il faceto, una certa concretezza narrativa, che diverte senza concedere troppe gags, facendo riflettere su ciò che c’è dietro le quinte di uno show televisivo e illustrando anche l’afflizione di un artista quando le luci della ribalta si spengono, nonché l'ansia di risalire su un palco e ricominciare, dovendo dimostrare agli altri ed anche a sé stesso di poter dare ancora qualcosa. Gli spettatori in sala recepiscono in vari passaggi del film (ad esempio nella scena in cui il protagonista è ripreso di spalle, solo ed al buio, prima di entrare in scena) l’attenta quanto amara costruzione introspettiva del protagonista (vedi anche la sequenza della passeggiata solitaria, da pesce fuor d’acqua in un ambiente dorato che non gli appartiene), la cui resa è affidata soprattutto all’istrionismo comico di Emilio Solfrizzi.

Attore abbastanza poliedrico, il cui talento è noto soprattutto nella sua terra di origine - la Puglia- ed al pubblico della fiction “Tutti Pazzi per Amore”, Solfrizzi sfodera un’indiscutibile verve mimica alternata a un timbro drammatico molto credibile, da eroe schiacciato ma non sconfitto, la cui performance è accompagnata anche da un formidabile cast di attori di supporto appartenenti alla scena teatrale barese. Tra loro spicca anche la presenza della partenopea Iaia Forte (chi se la ricorda in “Libera” di Pappi Corsicato?) la quale, a dispetto del poco spazio concesso al suo ruolo, riesce a delineare in maniera intensa una ex-moglie ruvida ed amareggiata dalle delusioni, dietro la cui durezza si nasconde un istinto materno di protezione verso il coniuge.
Belen Rodriguez fa in pratica sé stessa, ruolo di diva cucitole addosso, ma grazie anche alla direzione di Cappuccio riesce a sfoderare una certa elasticità espressiva, dimostrando di essere una showgirl completa, in possesso anche di acerbe doti da attrice.
Un plauso, infine, agli autori delle due canzoni “Io, te e il Mare” ed “Amami di più”: assolutamente plausibile come canzonetta estiva anni ’80 la prima, più intensa e malinconica la seconda, che vengono cantate in maniera diversa dallo stesso Solfrizzi per svelare la vena autoriale (dietro quella di cantante “easy”) del suo personaggio. Peccato che il film non sviluppi fino in fondo alcuni contenuti importanti, come ad esempio l’evoluzione del rapporto tra Piero e Talita, che rimane un po’ sospeso nel loro reciproco scambio di personalità e valori. Finale aperto e lievemente consolatorio.

Paolo Pugliese