SAW 4

Titolo Originale: Id.
Genere: Thriller/Horror
Regia: Darren Lynn Bousman
Sceneggiatura: Marcus Dunstan, Patrick Melton e Darren Lynn Bousman
Cast: Tobin Bell, Marty Adams, Lyriq Bent, Athena Karkanis, Justin Louis, Costas Mandylor, Scott Patterson, Simon Reynolds, Betsy Russell
Colonna Sonora: Charlie Clouser
Produzione: Lionsgate Films e Twisted Picture
Paese d’origine: USA - 2007
Durata: 95 minuti
Data di uscita: 30 Aprile 2008

 

“Saw IV” è l’ennesimo sequel (e non ultimo, visto che è stato già annunciato un quinto film) della saga dell’Enigmista, ovvero il machiavellico serial killer malato terminale di cancro che utilizza il tempo che gli rimane punendo la gente colpevole, secondo lui, di sprecare la propria vita: le sue vittime sono imprigionate e sottoposte a terribili prove di contrappasso, con devastanti enigmi da risolvere in cui è in gioco la loro stessa vita.
Nonostante la sua morte nel terzo capitolo, in questo “Saw IV” inizia l’ultimo (?) gioco dell’Enigmista: una lunga trappola a tempo e con molteplici schemi che comprenderà più persone. Due profilers dell’FBI -gli agenti Strahm e Perez- arrivano ad unirsi al detective Hoffman dopo la morte di Kerry, il poliziotto sfidato apertamente dal criminale nel secondo episodio della saga. Anche loro, insieme al comandante Rigg della SWAT, saranno involontari giocatori/vittime dell’ennesimo enigma che il geniale ed inesorabile Jigsaw ha pianificato prima della sua morte, un vero e proprio testamento di sangue.
Nuovo episodio della serie (che va avanti dal 2004, al ritmo di uno all’anno), “Saw IV” riprende strettamente i fili di quanto narrato nel terzo film, con il ritorno di alcuni personaggi dei capitoli precedenti e nuove invenzioni ad effetto, anche se è chiaro che il gioco mostra ormai una certa stanchezza narrativa.

Il regista e creatore della serie Darren Lynn Bousman fa salti mortali per inventarsi qualcosa di nuovo, anche a costo di notevoli falle sul versante della credibilità (vedi il nastro ritrovato nello stomaco), spingendo il pedale su invenzioni splatter e colpi di scena truculenti che, rispetto al terzo episodio, hanno almeno il merito di non essere impostate più sul carattere di voyeurismo sadico e gratuito.
Per alimentare un franchising potenzialmente infinito, ma anche dalla formula logora, si imposta la storia tra presente e passato giocando molto con flashback che rivelano in parte il background dell’Enigmista; la nuova icona del cinema horror torna ad essere interpretata da un carismatico Tobin Bell che, con il suo sguardo dolorante e cinico, svetta su tutto il resto del cast, abbastanza anonimo. Emerge così, più che nei precedenti episodi, l’umanità del personaggio, la quale dà spessore ad una storia in parte riciclata rendendo leggermente più plausibile il suo assurdo e machiavellico gioco moralizzatore. Inoltre, la trama viene arricchita con l’escamotage di spostare l’asse narrativa da vari punti di vista, con una rilettura di alcuni eventi che permettono rivelazioni ed ulteriori sviluppi.

Siamo lontani dai livelli del primo “Saw”, ma questo film è probabilmente il migliore dei tre sequel, presentando una trama abbastanza coerente, anche se i suoi collegamenti narrativi con gli eventi precedenti appaiono spesso forzati. Onore al merito degli sceneggiatori di aver cercato di diversificare un meccanismo ben oliato ma ampiamente sfruttato, riportando questo film alle atmosfere del primo capitolo, con alcuni buoni spunti che evitano l’effetto di già visto assicurando interesse e tensione negli spettatori, ma a patto che siano già conoscitori della saga perché un neofita rimerebbe un pò disorientato dai vari intrecci e rimandi alle puntate precedenti, per non parlare del finale aperto al nuovo appuntamento con Jigsaw.

Marco Valerio