Un
boss del crimine, un politico corrotto, un truffatore russo,
una bella commercialista, un sicario, un’ex rockstar
tossica ed una banda di piccoli criminali sono i protagonisti
di questa commedia nera ruotante intorno ad un’importante
vendita immobiliare. Il problema è che l’affare
è in realtà una truffa ed, attirando investimenti
milionari da parte della malavita di Londra, innescherà
una serie paradossale di equivoci e raggiri sul filo del rasoio.
Questa
è la sinossi di “RockeNrolla”, il nuovo
film del talentuoso e sardonico regista Guy Ritchie, il quale
ripropone tutti gli elementi tipici del suo cinema (visti
nei precedenti “Lock & Stock”, “The
Snatch” e “Revolver”), ovvero il rincorrersi
in situazioni tragicomiche ed ambigue, condite da un humor
nerissimo e con personaggi appartenenti al mondo della malavita
londinese, senza scrupoli ma anche vittime l’uno dell’altro.
O lo si ama oppure lo si odia: Ritchie non si inventa nulla
di nuovo e torna a raccontare senza fronzoli né modifiche
i suoi archetipi narrativi preferiti di cui sopra; ma è
innegabile che il suo stile non lascia indifferenti, proponendo
sempre un intreccio serrato di storie che si svela poco a
poco in maniera non lineare, con una regia dinamica che riesce
sempre a trovare un equilibrio tra generi cinematografici
epigonali come il Pulp, il romanzo Noir, la commedia degli
equivoci e il tipico humor britannico.
“RockeNrolla”
diverte lo spettatore, senza però mai decollare veramente:
il film è parecchio inferiore ai ben più riusciti
e freschi “Lock & Stock” e “The Snatch”,
con una trama frenetica e contorta che però si dipana
con poca convinzione, senza riuscire ad amalgamare in maniera
credibile tutti i personaggi che compaiono in essa. Nonostante
una storia già vista e traballante sul fronte della
plausibilità, il film convince in buona parte soprattutto
grazie alla padronanza della cinepresa e del linguaggio filmico
da parte di Ritchie, capace di raccontare una storia passando
con disinvoltura da toni grotteschi e comici a drammatici
e brutali.
Tra
torture, sparatorie, inseguimenti, soldi sporchi e truffe,
vengono presentati una serie di personaggi fortemente caratterizzati,
tanto da sfiorare la parodia, alcuni dei quali però
interpretati in maniera egregia (vedi Tom Wilkinson e Thandie
Newton), altri in maniera più anonima e forzata (Gerard
Butler e Uri Obamavich), tutti comunque impreziositi dalla
sempre affascinante ambientazione del sottobosco criminale
londinese che Ritchie sa ben rappresentare.
Tutto sommato, i fan del regista rimarranno abbastanza soddisfatti
e noi ci sentiamo di consigliare la visione di “RockeNrolla”
anche agli spettatori appassionati del cinema di Tarantino
e dei fratelli Coen, nonostante ci troviamo qualche gradino
più sotto per inventiva e forza stilistica.
Paolo
Pugliese