IL RICCIO

Titolo Originale: Le Hérisson
Genere: Drammatico
Regia: Mona Achache
Sceneggiatura: Mona Achache
Cast: Ariane Ascaride, Garance Le Guillermic, Josiane Balasko, Togo Igawa, Wladimir Yordanoff
Colonna Sonora: Gabriel Yared
Produzione: Les Films des Tournelles
Paese d’origine: Francia - 2009
Durata: 100 minuti
Data di uscita: 5 Gennaio 2010

 

Liberamente tratto dal best seller di Muriel Barbery, “L’eleganza del Riccio”, il film della regista esordiente Mona Achache (autrice anche della sceneggiatura) racconta come le apparenze, lo snobismo culturale ed i pregiudizi sociali possano influire nella vita e nelle interrelazioni umane.
Renee è la portinaia di un palazzo signorile e si presenta come una donna di mezza età grassa, sciatta ed ignorante; un ruolo che la donna quasi si diverte ad interpretare, nascondendo invece una mente colta ed autodidatta, interessata all’arte, la filosofia, la musica e la cultura giapponese. Nello stesso palazzo vive anche Paloma, figlia 12enne di un ministro, che dietro la facciata di ragazzina per bene e viziata cela una mente brillante ed una personalità nichilista decisa a suicidarsi quando compirà 13 anni. I ruoli stereotipati di Renee e Paloma saranno destinati a frantumarsi con l’arrivo nel condominio di Ozu, un distinto professore giapponese la cui presenza rappresenterà per entrambe un’imprevedibile punto di svolta.

Il film, che pare non sia piaciuto alla scrittrice Barbery tanto da sconfessarlo ed intimare i produttori di non usare il titolo del libro, è invece una sensibile opera al femminile quasi del tutto riuscita; il “quasi” è dovuto ad una verbosità ed un ritmo un po’ lento che smorzano i lati comici e drammatici della storia, oltre al fatto che la regista proponga una versione non molto fedele al romanzo originale, modulando in maniera scaltra ed un po’ ammiccante alcuni suoi temi, come la bellezza interiore e la sindrome di Cenerentola. Se, durante la visione, ci sfiora il sospetto di assistere ad un’opera costruita a tavolino per piacere ad una certa fascia di pubblico (le classiche bruttine stagionate?), non possiamo neanche negare che “Il Riccio” sia un buon esordio da parte di una regista acuta pur non essendo una cineasta esperta.
Se la Achache alleggerisce il racconto delle abbondanti citazioni letterarie smarrendo però anche l’humor sottile delle pagine della Barbery, è anche vero che riesce a delineare con grazia ed in maniera asciutta le sfumature dei vari personaggi, raccontandone la quotidianità con un mix di artifici visivi diversi. L’opera della regista viene portata ad estremo compimento da un cast di fini interpreti, tra i quali svetta la bravissima Josiane Balasko nel ruolo di Renee.
Il risultato finale è una favola agrodolce dalla prosa pulita ed elegante; una via di mezzo tra commedia e dramma sociale con una sardonica critica verso il mondo della moderna borghesia presuntuosa ed indifferente.

Alessia Gentile