RESIDENT EVIL: EXTINCTION

Titolo Originale: Id.
Genere: Fantascienza/Azione/Horror
Regia: Russel Mulcahy
Sceneggiatura: Paul W.S. Anderson ,Tyler Bates ,Charlie Clouser
Cast: Milla Jovovich, Ali Larter, Oded Fehr, Iain Glen, Mike Epps, Spencer Locke, Gary Hudson
Colonna Sonora: Charlie Clouser
Produzione: Constantin Film Production & Impact Pictures
Paese d’origine: USA/UK/Francia/Australia/Germania
Durata: 95 minuti

 

“Resident Evil Extinction” è il terzo -e forse anche il migliore- capitolo della fortunata trilogia cinematografica ispirata all’omonimo e popolare videogioco horror.
Il film è ancora una volta interpretato dall’attrice Milla Jovovich la quale, nel ruolo della guerriera geneticamente modificata Alice, tre anni dopo gli eventi della diffusione del contagio di Zombie a causa del T-Virus si muoverà stavolta in un mondo apocalittico dove la razza umana è in via di estinzione, mentre quella dei morti viventi è diventata invece dominante. Vedremo quindi Alice incrociare la sua strada con quella di una carovana di mezzi corazzati che viaggia verso l’Alaska (paese selvaggio libero dagli infetti), raggiungendo attraverso il deserto le rovine di Las Vegas e combattendo al tempo stesso quello che resta della bieca multinazionale Umbrella Corporation, responsabile del contagio ed interessata ad Alice per le sue ricerche genetiche.

Sfasato rispetto ai film precedenti, “Resident Evil Extinction” si presenta come una sorta di wester-horror post-apocalisse che rimanda apertamente alla trilogia fantascientifica di “Mad Max”, cercando nuove strade narrative per evolvere una vicenda abbastanza “cotta”. Fattori positivi, in quest’ultimo episodio, sono un impianto visivo drammatico ed adrenalinico, una protagonista abbastanza carismatica ed una scenografia destabilizzante ed in parte ironica (Las Vegas).
Rilevante è l’ambientazione che accompagna una storia di maggior respiro rispetto ai primi due capitoli e non più limitata a spazi chiusi e claustrofobi come un laboratorio segreto sotterraneo (1° film) o una città isolata dal resto del mondo (2° film), bensì inerente deserti e lande desolate di un pianeta in progressivo declino, divenuto pericolosissimo per la sopravvivenza umana.
Le riprese (non più di notte ma in pieno giorno) sono state effettuate in Australia, paese che dona con i suoi spazi immensi e sabbiosi certamente un’atmosfera decisamente più accattivante al film, che diverte soprattutto un pubblico di appassionati senza comunque elevarsi più di tanto da un livello narrativo mediocre e presentando un paio di eccessi gratuiti nella trama che potevano essere evitati (i poteri extrasensoriali che Alice sviluppa, i vari cloni e la trasformazione del cattivo in mostro).

La trama è firmata con poche idee dal regista-sceneggiatore Paul W.S. Anderson (autore del primo “Resident Evil”), con molti personaggi abbozzati in maniera superficiale ed una grossa quantità di citazioni cinematografiche che hanno la funzione di introdurre diversi sviluppi narrativi del film.
Alla regia ritroviamo il pindarico Russel Mulcahy (“Highlander”, “L’Uomo Ombra”, “Razorback”) che ce la mette tutta per dare sostanza alla storia ricorrendo a tutto il suo bagaglio tecnico da regista videoclipparo, supportato da un montaggio serratissimo (soprattutto nelle sequenze di combattimento) ed un rilevante, seppur poco profondo, uso degli effetti speciali. Da riconoscere a Mulcahy, comunque, il merito di dare a questo terzo episodio “un tocco in più” rispetto ai precedenti, con una ferocia horror/gore maggiore ed un paio di sequenze abbastanza riuscite (come il laboratorio fortificato della Umbrella assediato da migliaia di zombies, oppure l’ultima sigaretta di uno dei protagonisti circondato dai morti viventi).
Realizzato tecnicamente bene, “Resident Evil Extinction” è un prodotto d’intrattenimento senza pretese e senza tematiche che lascia comunque nel pubblico un senso d’ansia per come potrebbe essere il nostro mondo del domani: un pianeta già oggi destabilizzato ed inaridito a causa dell’arrivismo umano, dove vige la legge del più forte e popolato fin da ora da morti viventi (vedi i programmi Rai e Mediaset o gli esponenti della politica nazionale e regionale).

Paolo Pugliese