LA REGINA DEI CASTELLI DI CARTA

Titolo Originale: Luftslottet som sprängdes
Genere: Thriller/Drammatico/Noir
Regia: Daniel Alfredson
Sceneggiatura: Ulf Rydberg
Cast: Michael Nyqvist, Noomi Rapace, Annika Allin, Per Oscarsson, Peter Andersson, Mirja Turestedt, Anders Ahlbom Rosendahl
Produzione: Yellow Bird, ZDF Enterprises, Sveriges Television, Nordisk Film ZDF, e Filmpool Stockholm Malardalen
Paese d’origine: Svezia – 2009
Durata: 125 minuti
Data di uscita: 28 Maggio 2009

 

Riuscita a sopravvivere ad una pallottola alla testa, e dopo essere stata sepolta viva alla fine dello scorso film, Lisbeth Salander giace tra la vita e la morte in un ospedale, dopo un intervento chirurgico di urgenza. Nello stesso posto è ricoverato anche il padre, Alexander Zalachenko, ex spia doppiogiochista, che ora medita nuovamente l'assassino della figlia, anche grazie all'aiuto dei servizi segreti che lo hanno sostenuto in passato, e che rischiano di vedere la loro copertura e le loro operazioni saltare se Lisbeth sopravviverà e potrà parlare.
Al fianco della hacker ci sarà nuovamente Mikael Blomkvist, deciso a portare a galla delle situazioni macabre, ma soprattutto a far uscire allo scoperto i criminali responsabili delle terribili violenze a cui era stata destinata Lisbeth, e che insieme proseguiranno in questa crociata per la verità, arrivando ad essere minacciati, e mettendo in serio pericolo anche i colleghi del giornalista che lavorano con lui al magazine Millennium, fino al finale sospirato.

Nonostante potesse risultare difficile girare un ulteriore sequel, vista la mole di informazioni contenute nei 3 libri usciti per l'editore Marsilio, scritti dall'autore Stiegg Larsson, possiamo tranquillamente affermare invece che il regista Daniel Alfredson, già all'opera nella precedente pellicola, è riuscito perfettamente nell'impresa ed è riuscito anche a far incastrare ogni pezzo di questo intricato puzzle, ottenendo un film che si riallaccia perfettamente ai due precedenti capitoli, e che sapientemente ricongiunge i due interpreti principali, Lisbet e Mikael, in questo ultimo atto finale. Tutti i segreti, tutti gli accenni sul passato della hacker, il suo soggiorno in un ospedale psichiatrico, fino al suo vivere in un mondo solitario e quasi invisibile, sono qui rivelati in tutta la loro drammaticità, e come in una bambola matrioska tutte le sfaccettature di questa vicenda ne escono fuori per delineare un'operazione ancora più grossa e intricata di quanto si potesse pensare, basata su alleanze, servizi segreti, piani ad ampio raggio, e pedine disposte sulla scacchiera da anni. Ancora una volta, quindi, il connubio tra Lisbeth Salander e Mikael Blomkvist si rivela fondamentale: non solo una profonda amicizia, basata su stima e affetto reciproco, ma anche una lotta continua che si alimenta grazie alla forza della verità, e che prende nuova linfa vitale da una Lisbeth decisa a mettersi definitivamente in gioco, a voler giocare a carte scoperte, in prima linea, senza nascondersi dietro un computer. Per merito della sua volontà indomita, sarà lei a dirigere il suo amico giornalista verso le fonti più attendibili e i filmati più scabrosi che la riguardano, anche per colmare tutte le lacune possibili nel processo in cui è imputata per il tentato omicidio del padre.

Noomi Rapace, algida regina hacker, è qui ritratta in tutta la sua calma, non un movimento scomposto, anche quando è la sua stessa vita ad essere messa in gioco. Il suo volto non tradisce emozioni, ma ancora è il suo essere impassibile che mette a disagio la parte avversaria. Una forza derivata anche dal connubio con l'attore Michael Nyqvist che in questo film agisce da coscienza della ragazza, ed è lui che procura elementi chiave su cui poter poggiare la redenzione di Lisbeth, che nel finale può tornare alla sua vita, senza più ombre passate.
Una trilogia degnamente conclusa che ci consegna una donna, non più ragazza, libera dai demoni, finalmente matura per affrontare un mondo a testa alta.

Alessandro Cristofaro