Frank
Moses (Bruce Willis) è un ex-agente della CIA mandato
in pensione (R.E.D., acronimo di Retired Extremely Dangerous
- pensionati estremamente pericolosi), il quale passa le sue
giornate annoiandosi in una routine che non fa per lui, salvo
quando flirta al telefono con la ragioniera (Mary-Louise Parker),
che si occupa del suo assegno vitalizio mensile. Quando trova
il coraggio di invitarla una sera fuori, si ritrova senza
alcun preavviso bersaglio di una task force di sicari che
hanno l’incarico di eliminarlo. Grazie al suo addestramento
ed alla sua esperienza, Frank prevale sugli assassini e, sospettando
di essere un bersaglio a causa di segreti legati ad alcuni
incarichi del suo passato professionale, rintraccia i suoi
ex-colleghi di lavoro, chiedendo loro aiuto e riassemblando
la vecchia squadra.
Bruce
Willis, Morgan Freeman, John Malkovich ed Ellen Mirren sono
gli interpreti della spy-story brillante “Red”,
tratto dall’omonima Graphic Novel a fumetti dello scozzese
Warren Ellis per la DC comics, editore di Superman
e Batman.
Al quartetto di azzeccatissimi interpreti si uniscono Mary-Louise
Parker (protagonista del serial di culto “Weeds”),
Richard Dreyfuss (“Lo Squalo”, “Incontri
ravvicinati del terzo tipo”), Karl Urban (“Pathfinder”,
“Doom”, “Le Cronache di Riddick”)
e il caratterista Brian Cox (“X-Men 2”, “Troy”),
i quali danno valore aggiunto al film, che più per
la storia, si lascia vedere soprattutto per gli attori che
lo interpretano. La trama è infatti molto semplice
e lineare, oseremmo dire basilare (causa soprattutto la brevità
della Graphic Novel), per cui gli sceneggiatori hanno dovuto
aggiungere materiale al plot originale, facendo la mossa giusta
di concentrarsi soprattutto sulla caratterizzazione dei vari
personaggi e sulle dinamiche personali che intercorrono tra
loro. A tutto ciò si aggiunge, sia da parte degli sceneggiatori
che del regista, la scelta vincente di una narrazione umoristica
e scanzonata, a metà tra il comico-farsesco e la spy-story.
Il risultato è abbastanza positivo: “Red”
è una godibile commedia d’azione che diverte
nonostante una narrazione un po’ superficiale ed in
alcuni momenti fiacca; il film parte bene, perdendo ritmo
e sostanza narrativa nella sua parte centrale, per poi riscattarsi
in un finale spettacolare, fornendo nell’insieme una
buona dose di intrattenimento.
Il
regista Robert Schwentke (“Flightplan”) dirige
con opportuna e calcolata leggerezza, costruendo anche discrete
sequenze d’azione, ma tra i suoi punti di forza c’è
il fatto di dare risalto agli attori principali, fornendo
loro incipit e libertà espressiva. E se Bruce Willis
conferma ancora una volta la sua velata autoironia, interpretando
un personaggio sardonico, tanto tosto quanto buffo nelle sue
scarse doti relazionali (vedi gli spassosi intermezzi con
una simpatica Mary-Louise Parker), svettano decisamente più
di lui un saggio e compito Morgan Freeman, un gigionesco John
Malkovich nel ruolo di geniale quanto schizzato agente esperto
in esplosioni e soprattutto una fantastica Helen Mirren: l'attrice
premio Oscar per “The Queen”, interpreta una fioraia
nella quale, dietro l’aria di placida signora, si nasconde
una letale sniper (cecchina), capace di sparare in elegante
abito da sera con una pesante mitragliatrice, in un irresistibile
mix di fascino ed humor.
Paolo
Pugliese