Le
vicende di THE READER si snodano nella provincia tedesca degli
anni Cinquanta, nel difficile periodo del secondo dopoguerra.
Protagonista è il giovane Michael Berg (David Kross)
che, sentitosi male per strada a causa della scarlattina,
viene soccorso ed aiutato a tornare a casa da Hanna (Kate
Winslet), un’estranea molto più grande di lui.
Michael, in preda ai primi turbamenti tipici dell’età
adolescenziale, rimane affascinato dalla donna e si invaghisce
profondamente di lei. Una volta ripreso dalla malattia, cerca
Hanna per ringraziarla e tra i due ha inizio un’intensa
relazione segreta, alimentata da un’ardente passione
e dall’amore per la buona lettura, dall’ 'Odissea'
a 'La signora col cagnolino' di Cechov, a 'Le avventure di
Huckleberry Finn' di Twain, che Michael legge quotidianamente
alla sua Hanna.
Nonostante questo legame strettissimo, Hanna scompare misteriosamente,
lasciando Michael nello scoforto. Il ragazzo intuisce che
la donna nasconde un oscuro passato sicuramente legato alla
Guerra.
Otto anni più tardi Michael, studente di giurisprudenza
a Berlino, assiste e segue il processo contro alcune donne
che erano state guardiane ad Auschwitz. E’ proprio qui
che rivede Hanna, imputata in tribunale, accusata di gravi
ed orrendi crimini di guerra, fra cui quello di scegliere
brutalmente i detenuti più deboli e anziani per i forni
crematori.
I capi d’accusa sono molto pesanti e suscitano in Michael
sentimenti contrastanti tra i ricordi ancora forti dell’amore
vissuto e l’orrore per l’accaduto. Diversamente
dalle altre carceriere, che ne approfittano per gettare su
di lei le colpe, Hanna rinuncia a difendersi e confessa le
proprie colpe senza capirle, rivelando con grande vergogna
il proprio segreto, quello di non saper né leggere
né scrivere.
Sarà Michael (interpretato in età adulta da
Ralph Fiennes) a mandarle in prigione i nastri registrati
delle opere che tanto amavano ed in un secondo momento numerosi
libri e sarà proprio in carcere che Hanna imparerà
a leggere e scrivere.
Tratto
dal romanzo “Der Vorlesen - A voce alta” di Bernhard,
THE READER è l’ennesimo adattamento hollywoodiano
incentrato sul tema assai scottante della Shoà.
Il racconto si disloca su diversi piani temporali: presente
e passato si alternano con pathos e drammaticità, che
nella prima parte emoziona ed incuriosisce il pubblico, ma
finisce nel suo epilogo per essere un po’ troppo pesante
e noioso.
Bravissimo il regista inglese Stephen Daldry (“Billy
Elliot”, “The Hours”) a dirigere questo
film, coproduzione USA – Germania, sceneggiato da David
Hare, un film che evidenzia le molteplici sfaccettature dell’amore,
da quello passionale dell’età adolescenziale
a quello adulto del ricordo, amore che si manifesta nel rispetto
della persona, qualunque essa sia e qualunque cosa essa abbia
fatto.
Magistrale
l’interpretazione di Kate Winslet -che l’ha portata
all’Oscar come migliore attrice protagonista- nei panni
di un personaggio(la cui storia dura circa trent’anni
nel film, dai 40 ai 70), che si ritrova ad essere colpevole
per ignoranza ed inconsapevole della gravità delle
sue colpe. Hanna è il vero e proprio ritratto dell'
"ignoranza" di una generazione, quella del "non
ne sapevo nulla", dell' "io eseguivo solo ordini".
Il rapporto con il Michael ragazzo è, una forte metafora
che allude alle colpe dei padri: Michael, infatti, è
quasi una vittima del complesso tedesco della “seconda
generazione”, nata e cresciuta all’ombra delle
atrocità della seconda guerra mondiale e segnata dalle
piaghe di un traumatico passato con il quale è costretta
a convivere.
Ammirevoli le prove d’attore di David Cross e Ralph
Fiennes, i due Michael, giovane ed adulto, che però
vengono offuscati dalla bravura della Winslet, vera ed unica
protagonista del film.
Unico
neo del film è un particolare assai ridicolo: quando
Hanna impara a leggere e scrivere in prigione con l’aiuto
esterno di Michael, lo fa su una copia del "La signora
col cagnolino" di Cechov avuta in prestito dalla biblioteca
del carcere e stampata rigorosamente in lingua inglese.
E’ da notare che, nella pellicola, tutti i libri e i
documenti del processo sono scritti in lingua inglese e, di
conseguenza, si crea il paradosso che noi italiani sentiamo
leggere nella nostra lingua dei testi che vediamo scritti
in inglese, ma che dobbiamo immaginare in lingua tedesca.
Valeria
Marinaccio