RATATOUILLE

Titolo originale: Id.
Genere:
Animazione
Regia:
Brad Bird
Sceneggiatura:
Brad Bird
Colonna sonora:
Michael Giacchino
Paese d'origine:
USA - 2007
Produzione:
Pixar Animation Studios, Walt Disney Pictures
Durata:
117 minuti

 

Nuovo film della Pixar, “RATATOUILLE” racconta con molta delicatezza le vicende di Remy, topolino sognatore e romantico con la passione innata per le cose buone, i profumi ed i sapori, che ha dentro di sé il desiderio di diventare un grande chef, ben consapevole che questa professione non si addice di certo ad un roditore!

Lasciata rocambolescamente la campagna e allontanatosi suo malgrado dalla famiglia e dalle aspirazioni che questa aveva per lui, si ritrova nella bellissima Parigi, proprio nei sotterranei del rinomato e famosissimo ristorante del grande cuoco francese Auguste Gusteau, per il quale Remy ha una vera e propria venerazione e che diventerà per lui anche una sorta di grillo parlante con consigli per realizzare i suoi sogni, incoraggiandolo con il suo motto "chiunque può cucinare".
Ed è proprio nelle cucine che cominciano per Remy gioie e dolori: ogni giorno rischia la sua vita tra stoviglie affilate, pentoloni bollenti, veleni per topi…
Ma il suo olfatto e la sua abilità gli permettono di modificare molti piatti della cucina, rendendoli sopraffini e permettendo al ristorante anche di acquistare nuovamente la notorietà che aveva perso dopo la morte del suo fondatore, per l’appunto Auguste Gusteau (doppiato in originale da Peter O'Toole); questo avviene grazie ad un amico fidato che crede in lui: il giovane Linguini, addetto alle pulizie del ristorante nonché ragazzo timido, introverso ed una vera frana in cucina, il quale sta per essere licenziato dal nuovo titolare, il cattivissimo Skinner. Linguini inavvertitamente scopre il talento straordinario di Remy ed
i due stringono un patto, quello di aiutarsi a vicenda. Cominciano da qui tutta una serie di vicissitudini che metteranno sottosopra il mondo della cucina francese e che permetteranno ai due di raggiungere il più improbabile dei successi, confrontandosi con l’arcigno critico gastronomico Anton Ego, che era stata la causa principale della caduta di prestigio del ristorante.

La Pixar non sbaglia neanche stavolta e con “RATATOUILLE” riesce a raggiungere vette mai toccate con le precedenti storie, firmando un nuovo capolavoro.
Il tocco di Brad Bird (“Il Gigante di Ferro”, “Gli Incredibili”), direttore e sceneggiatore della pellicola, dà infatti quel qualcosa in più: la sceneggiatura è scritta benissimo, con dolcezza ed equilibrio e, divertendo, tocca temi profondi e non banali quali la diversità, la tolleranza, l’integrazione, la volontà di affermare se stessi ad ogni costo, l’importanza della famiglia e di apprezzare ciò che ci circonda, gustando e assaporando tutto lentamente (dal cibo ad ogni aspetto della vita).

Tutto nel film contribuisce a dare spessore alla storia, in cui non ci sono mirabolanti gags a “risata automatica” -come per esempio in “Cars”- ma situazioni divertenti ben costruite che fanno parte della narrazione in maniera naturale e non gratuita.
La storia è assai gradevole e l’atmosfera è molto delicata ed evocativa, riprendendo la Nouvelle Vague francese degli anni ’60, con una Parigi riprodotta tanto in maniera reale e spettacolare, quanto lievemente caricaturale, proprio alla maniera della Pixar.

I personaggi (il cui design era stato già ideato, disegnato e realizzato da Jan Pinkava, precedente regista del progetto) sono quasi tutti fortemente caratterizzati e delineati con molte sfaccettature, dal protagonista Remy (la cui mimica per farsi comprendere ha un sapore d'altri tempi, quasi da attore di cinema muto), alla giovane cuoca Colette, tanto determinata ed austera nel suo lavoro quanto romantica nella vita privata, per non parlare dei compagni roditori del protagonista, fino ad arrivare al terribile e “vampiresco” Anton Ego, cinico critico culinario la cui evoluzione nel film riserverà non poche sorprese.
Il film ha molte idee creative e convincenti, a partire dalla visualizzazione quasi tangibile dei sapori fino ad arrivare al “potere della reminiscenza” destato dalla “Ratatouille” (pietanza povera francese a base di verdure che dà il titolo al film), che crea quasi un parallelismo tra Anton Ego, nel momento in cui la assapora, e Marcel Proust con la torta Madeleine nel classico “Alla Ricerca del Tempo Perduto”.
Personaggi un po’ più deboli e scontati sono sia il cattivissimo Skinner, molto convenzionale nonché gratuito nella sua fisionomia "etnico-mediterranea", sia proprio il co-protagonista Linguini, che acquista spessore solo grazie al piccolo Remy, anche se l’espediente inventato per far interagire i due non è dei migliori, anzi è fin troppo infantile e semplicistico, nonostante la resa finale sia abbastanza esilarante.

Impressionante è la realizzazione tecnica nel film, ricca di particolari e con numerose sequenze spettacolari: ad esempio, la fuga della colonia di ratti che deve scappare dalla casa di campagna pericolante oppure la successiva corsa di Remy nella cucina del ristorante per non farsi scoprire e per schivare tutti i pericoli. Eccellente è il realismo: i movimenti, i peli della pelliccia, le movenze del corpo, tutto è realizzato con una sconcertante precisione e le scene di inseguimento nella cucina -con una visuale dal punto di vista di Remy- sono incredibili, così come stupenda è la ricostruzione tanto della cucina del ristorante, dove gran parte del film si svolge, quanto della capitale francese, oltre all'ottima resa dei fenomeni naturali (acqua, fuoco, riflessi, ecc.).

Punto di forza del lungometraggio (che dura circa due ore) è la sua capacità di essere un film a tutti gli effetti, mantenendo però lo spirito da cartone animato, in una miscela che riesce a coinvolgere grandi e piccini.
Bellissima è la colonna sonora composta da Michael Giacchino, che valorizza tutte le sequenze con brio e ricercatezza –da notare è la sequenza in cui Remy corregge la zuppa rovinata da Linguini-.

Di sicuro “RATATOUILLE” è il nuovo gioiello della Pixar e concorrerà all'Oscar di quest'anno, e si dimostra un ulteriore passo avanti tanto dal punto di vista tecnico quanto da quello espressivo. Arrivate puntuali nelle sale: da non perdere, infatti, il cortometraggio iniziale "Anche un Alieno può Sbagliare" ed un’altra piccola chicca che il film riserva: un'anticipazione del prossimo eroe della Pixar, il robottino Wall-E!

Valeria Marinaccio