RADIO AMERICA

Titolo Originale: A Praire Home Companion
Genere: Drammatico/Commedia/Musicale
Regia: Robert Altman
Sceneggiatura: Garrison Keillor
Cast: Meryl Steep, Lily Tomlin, Tommy Lee Jones, Woody Harrelson, John C. Reilly, Lindsay Lohan, Kevin Kline, Virginia Madsen, Garrison Keillor
Produzione: Robert Altman, Wren Arthur, Joashua Astrachan, Tony Judge, David Levy
Paese d’origine: USA - 2006
Durata: 106 minuti

 

Ad 81 anni suonati torna a raccontare l’America disincantata e di provincia il maestro Robert Altman, un regista che ha saputo mantenere nel tempo la sua indipendenza ed il suo senso critico nei confronti del suo stesso paese con una coerenza certo non comune. Anche con questo film, RADIO AMERICA, Altman continua ad illustrare il declino dell’Impero americano attraverso una storia incentrata su un glorioso programma radiofonico (vero) che, in onda da oltre trent’anni, diffonde nell’etere musica folk e country. Il programma, “A Praire Home Companion”, che da anche il titolo al film, è condotto dallo speaker Garrison Keillor il quale –con una commistione tra realtà e fiction- ha scritto per Altman la sceneggiatura del film recitando pure il ruolo di sé stesso. Ci troviamo in Minnesota ed il film si svolge tutto nell’arco dell’ultima puntata radiofonica del programma poiché il teatro sarà demolito il giorno dopo ad opera di una multinazionale che lo ha comprato per costruire al suo posto un parcheggio. Assistiamo quindi ad una sarabanda di esibizioni canore intervallate da siparietti comici e spot pubblicitari (alcuni irresistibili) che vanno in onda sul palco radiofonico dove si incrociano vari artisti: da un duo di irriverenti cowboy canterini a due sorelle cantanti che cedono il testimone alla loro giovane ed inquieta rampolla, dal bravo presentatore all’anziano singer dal destino segnato. Il programma prosegue mestamente verso il suo ultimo finale e tutti fanno la loro parte ben sapendo che qualcosa sarà finito per sempre ma, mentre lo show va avanti, nel backstage si intrecciano ricordi, battute, risate, rimpianti, nostalgia per i bei tempi andati con un biondo angelo in impermeabile che si aggira tra i camerini, testimone degli eventi.
Altman dirige un film nostalgico, lucido e pieno di humor (anche se venato di un palpabile pessimismo), tornando all’ambientazione di provincia folk del suo bellissimo “Nashville” e citando a distanza di trent’anni –non sappiamo quanto volutamente- il suo stesso cinema. Meno arrabbiato e cinico rispetto ad allora ma più pacato ed ironico nel mettere in scena gli eventi, Altman si destreggia con rara grazia in un film corale e giocato su più piani narrativi, dove conferma la sua grande capacità di raccontare una storia attraverso il ritratto corale di un gran numero di personaggi dei quali ne gestisce sapientemente microcosmi, interrelazioni e conflitti che vengono sviscerati ed usati come tessuto narrativo stesso della trama. Un film bello, equilibrato, a tratti divertente ed a tratti struggente che forse risulta un pò pesante alla fine a causa delle tante canzoni presenti ma che vanta anche molte altre cose: una regia attenta, una sceneggiatura brillante, una colonna sonora molto bella e, non ultimo, un cast a dir poco eccezionale. Meryl Steep (straordinaria) e Lily Tomlin (che non si vedeva da tanto) sono bravissime e credibili nel ruolo delle sorelle cantanti; simpatici Woody Harrelson e John C. Reilly nel ruolo di due cowboy comici e sboccati, per non parlare di un Kevin Kline esilarante come agente della sicurezza che si muove come un personaggio anni ’40 dei romanzi noir di Chandler, ma che dimostra di essere irrimediabilmente maldestro. Nel cast ci sono poi un Tommy Lee Jones molto valido nel ruolo di un odioso e cinico “tagliatore di teste”, un Garrison Keillor incisivo e simpatico che interpreta se stesso, una Virginia Madsen splendido angelo in trench da Bogart e pettinatura da Femme Fatales, ed infine l’emergente Lindsay Lohan che, a dispetto della giovane età, è molto misurata nel ruolo della figlia di Meryl Streep.
Concludendo, Altman ci ha regalato un altro bel film che, con una contaminazione di generi (commedia, musical, noir, dramma) ed un tocco leggero, rappresenta sia un omaggio alla “sua” America (quella del Midwest e della musica Country) sia una grande ed ennesima lezione di cinema e stile.

Paolo Pugliese