QUEL TRENO PER YUMA

Titolo Originale: 3:10 To Yuma
Genere: Western
Regia: James Mangold
Sceneggiatura: Michael Brandt, Derek Haas e Stuart Beattie
Cast: Russel Crowe, Christian Bale, Peter Fonda, Ben Foster, Alan Tudyk, Vinessa Shaw, Gretchen Mol, Luke Wilson
Colonna Sonora: Marco Beltrami
Produzione: Lionsgate
Paese d’origine: USA - 2007
Durata: 116 minuti

 

Sempre più a corto di idee nuove ed originali, ecco made in Hollywood la nuova versione cinematografica di un classico del cinema come “Quel Treno per Yuma”, western modernissimo del 1957 interpretato da Glenn Ford.
Il film racconta ed aggiorna la storia del giovane ed onesto agricoltore americano Dan Evans (Christian Bale), reduce zoppo dalla Guerra Civile con il grado di tiratore scelto, il quale si trova in gravi difficoltà economiche. Sull’orlo di perdere il proprio ranch, Dan si offre come volontario per scortare il trasferimento del pericoloso bandito Ben Wade (Russell Crowe) verso il forte di Yuma, in Arizona. Accanto ai suoi compagni, tra cui c’è un vecchio cacciatore di taglie (Peter Fonda), Dan dovrà portare Wade fino al treno per Yuma con il bandito che tenterà la fuga, aiutato anche dai suoi fedelissimi compagni che cercheranno di liberarlo.

Ricordiamo che il film originale è uno dei migliori western degli anni ’50, gioiellino di tensione ed ottimo esempio di dramma psicologico, nei confronti del quale tanto la casa di produzione Liongsgate quanto il regista James Mangold (premio Oscar per il film “Walk the Line-Quando l’amore brucia l’anima”) hanno effettuato una vera e propria azione a delinquere, cancellandone gli elementi più intriganti ed allungando inutilmente il brodo; il risultato è un’opera scialba di decostruzione e ristrutturazione della storia per renderla appetibile ai palati superficiali del pubblico americano che finisce invece per essere noiosa. Questo nonostante due ottimi e carismatici protagonisti come Christian Bale (“Batman Begins”) e Russell Crowe (“Il Gladiatore”) che, nei rispettivi ruoli dell’agricoltore coraggioso e del bandito carismatico e spietato, sono titolari di un intenso confronto ma finiscono un pò per affondare anche loro sotto il peso del pessimo risultato di questo remake, lavorando bene senza però dare il meglio di sé stessi e finendo per buttarsi su un eccessivo manierismo. Discreto il resto del cast, soprattutto il veterano Peter Fonda, così come sono tecnicamente discreti fotografia, montaggio e colonna sonora. Per il resto, pollice verso: un confronto con l’originale è improponibile.

Psicologia azzerata, ritmo assai lento che si riscatta nel finale molto serrato e drammatico, sequenze dall’impatto visivo volutamente molto cool e vasto campionario di stereotipi del cinema di frontiera sono gli ingredienti principali di questo film: un prodotto d’intrattenimento in parte godibile ed allegorico (il bene contro il male), ma altresì stantio ed anche un pò troppo inverosimile come western stesso, che alla fine lascia il tempo che trova.

Marco Valerio