I PUFFI IN 3D
 
Titolo Originale: The Smurfs
Genere: Commedia, fantasy, Animazione
Regia: Raja Gosnell
Sceneggiatura: J. David Stem
Cast: Hank Azaria, Neil Patrick Harris, Jayma Mays, Sofia Vergara
Colonna Sonora: Heitor Pereira
Produzione: Columbia Pictures, Kerner Entertainment Company, Sony Pictures Animation
Paese d’origine: USA - 2010
Durata: 103 minuti
Data di uscita: 16 settembre 2011

 

Nel cuore di una foresta incantata, lo stregone cattivo Gargamella cerca di catturare il popolo blu dei Puffi, scoprendo l’ubicazione nascosta del loro villaggio. Per fuggire da lui, alcuni Puffi (Grande Puffo, Puffetta, Puffo Quattrocchi, Puffo Coraggioso, Tontolone e Brontolone) si separano dagli altri ed attraversano un portale magico, dal quale cadono nel bel mezzo di Central Park, a New York. Alti solo tre mele o poco più, si ritrovano proprio nella Grande Mela e devono sbrigarsi a tornare a casa prima che Gargamella li rintracci, venendo aiutati da una giovane coppia in procinto di diventare genitori.

Trasposizione in live-action di un classico del fumetto belga, “I Puffi” sono un prodotto tecnicamente non perfetto, ma dignitoso, pensato comunque per un pubblico infantile o di giovanissimi, i quali apprezzeranno sicuramente l’animazione in grafica digitale dei buffi ometti blu, oltre all’apporto degli effetti tridimensionali ed una storia semplice e veloce, con una discreta quantità di gags. Da questo punto di vista sostanziale, il film adempie al suo compito d’intrattenimento per i più piccoli, ma agli occhi di gente adulta (nello specifico, i genitori che li accompagnano in sala e che magari da piccoli vedevano i Puffi in tv), questo film fa acqua da tutte le parti, risultando addirittura insopportabile nel suo stravolgere i personaggi creati dal grande autore Peio. Al di là, infatti, di mantenere intatti gli elementi maggiormente caratterizzanti dei personaggi (origini, canzoncina e parlata “puffesca” comprese), quello che proprio non va giù a chi ha amato questi personaggi è la loro eccessiva americanizzazione nel film, che riflette quell’ottica assolutista ed accentratrice tipica degli USA e presente nel 99% della produzione Hollywoodiana. Dopo infatti appena dieci minuti dall’inizio (peraltro gustosi), ambientati nella foresta magica dei Puffi, la scena si sposta radicalmente a New York incentrando l’attenzione solo su uno sparuto gruppo di loro, selezionati secondo criteri puramente funzionali alle gags.

Se il film gioca bene con la stessa identità di personaggi da cartoon dei Puffi, ironizzando sulla loro canzoncina e citando relativo autore e volumi a fumetti, il resto lascia molto a desiderare. La realizzazione digitale dei personaggi non è fluida né naturale nei movimenti, mentre la loro interazione con luoghi e personaggi veri è artificiosa e poco realistica. Sorvolando poi sui toni immancabilmente moralistici della trama, a riguardo dell’importanza della famiglia (sia umana che “puffesca”), quello che francamente urta di più è l’enorme mole di pubblicità –neanche tanto occulta – inserita ad ogni occasione ed inerente soprattutto i prodotti Sony (proprietaria della Columbia Pictures che ha prodotto la pellicola): dai dvd blue ray ai pop corn, dalla strizzata d’occhio del merchandising legato ai Puffi nel negozio di giocattoli, allo spottone sul videogioco con chitarra della Playstation, continuando con una carrellata di altri prodotti la cui invadenza nel film lascia basiti ed irritati, sia per la grossolanità dell’operazione sia per scene assolutamente strumentali che alterano l’identità dei personaggi; un esempio di quanto detto è mostrarli ostentando addirittura atteggiamenti da rappers.
Sorvolando infine sull’inutile ed enfatica interpretazione degli amici umani dei Puffi, Neil Patrick Harris e Jayma Mays, si promuove a pieni voti invece la performance di Hank Azaria nel ruolo di un esilarante e maligno Gargamella, che strappa più di un sorriso e simpatia da parte del pubblico.

Paolo Pugliese