PROFESSIONE ASSASSINO
 
Titolo Originale: The Mechanic
Genere: Azione
Regia: Simon West
Sceneggiatura: Lewis John Carlino, Richard Wenk
Cast: Jason Statham, Ben Foster, Tony Goldwyn, Donald Sutherland, Jeff Chase, Mini Anden, James Logan, Christa Campbell, David Leitch, Mark Krutov
Colonna Sonora: Mark Isham
Produzione: Millennium Films, Nu Image Entertainment
Paese d’origine: USA - 2011
Durata: 92 minuti
Data di uscita: 24 agosto 2011

 

Arthur Bishop (Jason Statham) è un assassino professionista al soldo di un consorzio di killer. Prossimo al ritiro, decide di addestrare al mestiere Steve Mckenna (Ben Foster), il giovane figlio di un suo vecchio amico che lui stesso aveva avuto il compito di eliminare. Ma una volta imparati tutti i trucchi del mestiere, portando al termine anche diversi incarichi insieme al suo mentore, Steve scopre che Arthur è l’assassino di suo padre e decide di eliminarlo a sua volta.

Remake dell’omonimo film del 1972 “Professione Assassino”, con Charles Bronson, questo film ne mantiene intatto l’incipit principale della trama, ma non l’impianto narrativo originale, che era più introspettivo e caratterizzato da uno sviluppo progressivo del rapporto umano e professionale tra i due carachters principali. Qui, invece, la narrazione è più veloce, sintetica e superficiale, sia per quanto riguarda l’approfondimento psicologico dei personaggi che per le atmosfere del loro lavoro, ben più patinate di quelle oscure e decadenti del film originale; il protagonista Jason Statham (“Transporter”, “I Mercenari”), mette come al solito il corpo ma non l’anima al servizio della storia, non aggiungendo nulla di più al personaggio rispetto alla caratterizzazione sulla carta, estremamente striminzita e improntata su un mero misantropismo. Statham è un attore contraddistinto sul grande schermo da una forte fisicità, alla quale però si contrappone una totale inespressività facciale, perdendo il confronto a distanza con il compianto Charles Bronson, che non era certo un interprete shakesperiano, ma sicuramente ben più carismatico e ambiguo.
Migliore, invece, la performance del coprotagonista Ben Foster (“Oltre le Regole”, “Pandorium”), che dona al suo personaggio quella giusta dose di tormento autodistruttivo e confusione esistenziale per renderlo credibile nella storia e non gratuito; una caratterizzazione addirittura migliore di quella del suo predecessore, ovvero il freddo ed antipatico Jan-Michael Vincent, nel film del 1972.

Per il resto, a parte qualche eccesso di credibilità (vedi ad esempio l’irreale omicidio in piscina), il film mantiene quello che promette, con diverse sequenze spettacolari ed un buon ritmo narrativo grazie alla regia asciutta di Simon West (“Con Air”, “Tomb Rider”), che, pur seguendo le regole di tendenza del cinema d’azione, non cede totalmente a quel formalismo visivo e forsennato, tipico degli action Hollywoodiani da una quindicina di anni a questa parte.
Questo nuovo “Professione Assassino”, quindi, si distingue in maniera positiva dalle pellicole del suo genere, anche se per qualità rimane lontano dal suo predecessore che, con la sua andatura narrativa lenta e implacabile, aveva quella classe che invece manca totalmente al suo remake, il cui finale non è neanche definitivo, ma aperto a (probabili) sequel.

Paolo Pugliese