LA PRIMA LINEA

Genere: Drammatico/Azione
Regia: Renato De Maria
Sceneggiatura: Fidel Signorile, Ivan Cotroneo, Sandro Petraglia
Cast: Giovanna Mezzogiorno, Riccardo Scamarcio, Lino Guanciale, Lucia Mascino
Colonna Sonora: Max Richter
Produzione: Lucky Red, Les Films du Fleuve
Paese d’origine: Italia - 2009
Durata: 98 minuti
Data di uscita: 20 Novembre 2009

 

Arriva nei cinema, preceduto dalle polemiche che lo hanno accompagnato ancora prima delle riprese, “La Prima Linea” di Renato De Maria, dotato regista per il cinema e la televisione, che ha voluto raccontare la storia di una delle cellule più feroci dopo le Brigate Rosse. Atteso al varco dall’opinione pubblica e giornalistica sia a causa delle opposizioni dei parenti delle vittime sia per le critiche per il finanziamento dello Stato di un milione e mezzo di euro come pellicola di interesse culturale, il film racconta la storia di Sergio Segio: uno dei fondatori di Prima Linea, la più vasta organizzazione clandestina di lotta armata dopo le BR che, in sette anni di attività (1976-1983), compì 23 omicidi.
La pellicola, tratta dal libro “Miccia Corta” dello stesso Segio, ricostruisce il suo assalto al carcere di Rovigo nel 1982 per liberare la compagna Susanna Ronconi e altre tre detenute.

Regista di film imperfetti (“Paz”), ma anche di una delle migliori fiction poliziesche realizzate in Italia (“Distretto di Polizia”), Renato De Maria dirige un film asciutto e lucido, dalla messa in scena scarna ed essenziale che dribbla un’elementare spettacolarizzazione della lotta armata a favore di una ricostruzione in chiave intimista di fatti e persone. Nonostante però le buone intenzioni ed un ottimo uso della tecnica dei flashback in narrazione, il risultato finale è freddo, asettico, volenteroso ma insufficiente nel descrivere il terrorismo come fenomeno sociale e storico. Forse a causa dell’attenzione ostile dei mass media e degli attacchi al film durante la sua gestazione, gli autori non hanno lavorato con la tranquillità necessaria, accompagnati sicuramente dal timore che l’opera potesse essere scambiata per idealizzazione o giustificazione al terrorismo; di conseguenza, ci si è attenuto ai fatti senza osare e senza rischiare troppo: “La Prima Linea” è un film non romanzato, ma anche svuotato di emozioni ed eccessivamente affidato ai dialoghi tra Sergio e Susanna ed alla voce narrante fuoricampo di Sergio per esporre la crisi, gli ideali e le ragioni di una generazione di giovani passata dal dialogo alla lotta armata.
Troppo poco per fare un’opera davvero compiuta sugli anni di piombo, con due interpreti bravi ma ingombranti come Giovanna Mezzogiorno e Riccardo Scamarcio che, nonostante il loro impegno, risultano troppo belli per i propri ruoli, rischiando di essere celebrativi di una storia d’amore e di evasione narrata con maggiore evidenza su delitti e vittime.

Al di là dei suoi difetti, riconducibili soprattutto all’impostazione della sceneggiatura, “La Prima Linea” non è un’opera compiaciuta né dà giudizi etici; nonostante sia una ricostruzione estremamente cauta dei fatti, si dimostra comunque sobria e non agiografica. La regia di De Maria è tecnicamente molto valida, con inquadrature ruvide e non patinate, accompagnate da un ottimo montaggio, un ritmo serrato ed una fotografia livida che restituisce quel clima grigio e di violenza urbana degli anni di piombo.

Marco Valerio