PREDATORS

Titolo Originale: Id.
Genere: Fantascienza/Azione
Regia: Nimród Antal
Sceneggiatura: Alex Litvak , Michael Finch
Cast: Adrien Brody, Topher Grace, Laurence Fishburne, Alice Braga, Danny Trejo, Walton Goggins, Oleg Taktarov
Colonna Sonora: John Debney
Produzione: USA - 2010
Paese d’origine: USA - 2010
Durata: 117 minuti
Data di uscita: 14 Luglio 2010

 

Tira una brutta aria per il cinema fantascientifico e non solo.
Le nuove idee scarseggiano e allora perché non ricorrere al sempre buon usato sicuro?
Dopo prequel di sequel di dubbio valore ecco la nuova frontiera: il film (quasi) fotocopia. Una spruzzata di grafica computerizzata di qua, una rinfrescatina al cast stagionato di là, et voilà, il nuovo/vecchio prodotto per palati non troppo esigenti.

Un gruppo di assassini professionisti, tra mercenari, ninja, gangster messicani e soldati d’Elite, si ritrovano rapiti e trasportati su un pianeta alieno. Ben presto capiranno di essere lì come prede di caccia di una razza di alieni predatori che cominceranno ad eliminarli uno alla volta. Diretto dal regista di origini ungheresi Nimrod Antal (“Armored”, “Vacancy”, “Kontroll”) e prodotto da Robert Rodriguez (“Planet Terror”, “Sin City”, “Desperado”), “Predators” rappresenta il proseguimento ed al tempo stesso il reboot del franchising fantascientifico di “Predator”, costituendo sia un terzo capitolo della serie iniziata nel 1987, sia un nuovo punto d’inizio del brand, dopo la parentesi dei due “Aliens vs Predator”.

Il film cerca di rinverdire i fasti del filone dei survival movie, di cui “Predator” è un esponente dal lontanissimo 1987, quando lo sfortunatissimo ruolo di preda toccò al non ancora Governatore della California Arnold Schwarzenegger.
Il film in sé non è nemmeno male, se avete vissuto in uno scantinato negli ultimi ventitré anni e non avete mai visto il primo “Predator”, altrimenti cominciano le dolenti note. La trama, a parte diversa location e identità degli attori, ripropone senza troppa fantasia l'impostazione del primo film, con un gruppo di persone armate fino ai denti e inseguite senza sosta da un gruppo di creature intenzionate a fare caccia grossa.
La sfortunata combriccola è composta dal solito schema ormai stantio secondo il quale c’è sempre almeno un membro del gruppo che parla troppo, si agita troppo e non muore mai troppo presto.
Persino lo stratagemma usato dal protagonista per battere il cattivone di turno è ripreso pari pari dal primo film della serie, con il nostro che si cosparge di fango per mandare il tilt il rilevatore di calore del nemico.

Passando agli attori, le loro interpretazioni sono nei limiti della sufficienza ,visto che il copione richiede solo che digrignino i denti ad ogni piè sospinto e sparino su tutto ciò che si muove. Il protagonista, Adrien Brody è legnoso più di un ciocco della foresta in cui è stato catapultato, almeno il buon Arnold si prendeva più in giro; anche Laurence Fishburne, relegato nel ruolo di uno svitato, è sprecato, sebbene la sua recitazione sia, proprio per questo, migliore degli altri: almeno lui deve esprimere uno stato d’animo diverso.
Film come questo non aiutano il cinema di genere e ottengono solo il risultato di allontanare gli spettatori dalle sale.

Giulio Pesce