POSEIDON

Titolo Originale: Id.
Genere: Azione/Avventura/Drammatico
Regia: Wolfgang Petersen
Sceneggiatura: Mark Protosevich, Paul Gallico
Cast: Josh Lucas, Kurt Russell, Jacinda Barrett, Richard Dreyfuss, Jimmy Bennett, Emmy Rossum, Mike Vogel, Mia Maestro
Produzione: Warner Bros., Radiant Productions, Next Entertainment Inc., Irwin Allen Productions, Synthesis Entertainment
Paese d’origine: Usa - 2006
Durata: 100 minuti

 

Il dio delle carneficine cinematografiche è sempre vivo e vegeto e, soprattutto, è molto famelico.
Così, puntualmente, arrivano sempre nuove pellicole su disastri di ogni tipo: navale, aereo, nucleare e via di questo passo. Qualche volta la nostra affamata divinità trova dei bocconi particolarmente prelibati ed esige una loro riproposizione. E’ il caso di POSEIDON, moderno remake che a distanza di 34 anni dal film originale (“L’Avventura del Poseidon” con Gene Hackman) rinnova le tragiche vicende che fanno impallidire il pur proverbiale “Titanic”…
Ultimo dell’anno. A bordo della immensa nave da crociera Poseidon si festeggia e si folleggia. Ma una mostruosa onda anomala si abbatte sull’imbarcazione e la capovolge. I sopravissuti si riuniscono nel grande salone centrale sperando nell’improbabile arrivo dei rinforzi prima che la nave affondi. Ma un piccolo gruppo di essi preferisce trovare da soli una via di fuga, inoltrandosi nei meandri della pancia del Poseidon. Avranno fatto bene ad intraprendere un’impresa così rischiosa? O forse dovevano rimanere in passiva attesa insieme agli altri?

I personaggi che animano la pellicola con il loro tentativo quasi suicida, ripropongo classici ma sempre funzionali cliché del cinema: c’è il triangolo padre possessivo/genero volenteroso di dimostrare il proprio valore/ figlia divisa tra l’amore paterno e voglia di farsi una propria vita; non manca poi l’arrogante cafone, lo sciupafemmine tenebroso ma col cuore d’oro, l’aspirante suicida che ritrova la voglia di vivere proprio in questi tragici momenti, la ragazza bella ma sfortunata e con tanto bisogno d’affetto, e l’immancabile madre apprensiva con al seguito il solito figlio che si caccia nei guai più inverosimili…
Se fate un po’ di mente locale troverete decine di pellicole dove queste figure compaiono, magari non tutte insieme ma quasi!

In un tempo sorprendentemente breve il regista ci fornisce la caratterizzazione dei protagonisti, presentarci lo scenario catastrofico del film -l’enorme nave da crociera Poseidon- e poi vai con l’azione!
Non abbiamo tempo da perdere con sciocchezze ed inutili chiacchiere: via con i cataclismatici avvenimenti, via con la strage dei passegeri, la distruzione, le mirabolanti avventure per salvarsi la pelle!

Vorrei precisare che per me questa “fretta” di entrare subito in tema non è affatto un demerito del film, anzi… certo, i personaggi sono solo abbozzati, lavorati d’accetta grossolana quanto basta per reggere la parte assegnatagli e gli attori non sfoggiano intense performance recitative e una sofferta partecipazione emotiva. Però fanno la loro parte e risultano funzionali allo svolgersi della trama. E tanto basta.
Quindi, in sostanza, questo film ha due meriti principali: è abbastanza breve e rifugge da qualunque tipo di menata psicologica. In questo modo la pellicola va dritto al punto, a ciò che si attende lo spettatore: un’immane tragedia navale in cui un piccolo gruppo di persone lotta tra mille difficoltà ed insidie per salvarsi la vita. Una scelta che ha permesso di schivare ripetizioni e cadute di ritmo, evitando soprattutto che lo spettatore si sazi e si stufi prima della fine, ma, anzi, lasciandolo con ancora un po’ d’appetito (cosa che non guasta mai).

Inoltre, non ci sono esasperanti e interminabili momenti introspettivi, che solo i grandi registi sono in grado di gestire dignitosamente e che altrimenti si tramutano in sequenze noiose e superflue. Ha fatto bene Petersen a fare una scelta drastica ma intelligente, tenendosi alla larga da paternali asfissianti, parabole moraleggianti, pistolotti finali. Anzi si è distinto per una dose abbondante di “cattiveria”, accanendosi con divertita pervicacia sugli sfortunati crocieristi…
Il film è quindi lineare e scarno, come devono essere queste pellicole: 100 minuti di tensione concentrata, ritmo, colpi di scena, spettacolari effetti speciali e tanta, tanta, tanta morte e distruzione.
Se siete appassionati del genere rimarrete certamente soddisfatti.

Mario Colasuonno