POLIZIOTTI FUORI

Titolo Originale: Cop Out
Genere: Commedia/Poliziesco
Regia: Kevin Smith
Sceneggiatura: Mark Cullen, Robb Cullen
Cast: Bruce Willis, Tracy Morgan, Seann William Scott, Ana de la Reguera, Jason Lee, Michelle Trachtenberg, Rashida Jones, Adam Brody, Susie Essman, Kevin Pollak
Colonna Sonora: Harold Faltermeyer
Produzione: Marc Platt Productions, Warner Brothers
Paese d’origine: USA - 2009
Durata: 105 minuti
Data di uscita: 25 Giugno 2010

 

Per una serie di clamorosi errori durante le indagini su un caso di narcotraffico, culminante in un disastroso inseguimento, i poliziotti Jimmy Monroe (Bruce Willis) e Paul Hodges (Tracy Morgan), patner di lavoro nonché amici nella vita, vengono sospesi. Oltre al provvedimento disciplinare, Jimmy ha anche il problema di dover fronteggiare le spese dell’imminente matrimonio della figlia e, non avendo piena liquidità di denaro né volendo che il ricco e arrogante compagno dell’ex-moglie paghi la cerimonia, decide di vendere una rarissima figurina di baseball ereditata dal padre. Durante la compravendita, però, Jimmy è vittima di un furto e per recuperare la figurina si metterà alle calcagna del ladro, ritrovandosi a fronteggiare una serie di situazioni che lo metteranno contro lo stesso trafficante di droga sul quale indagava con il patner Paul.

Autore di film brillanti come “Clerks”, “Dogma”, “Generazione X” oppure “In Cerca di Amy”, Kevin Smith è un regista e sceneggiatore di notevole intuito ed originalità, che qui si limita a filmare una sceneggiatura non sua (e si vede) che fa il verso alle commedie d’azione degli anni ’80, stile “Beverly Hills Cop”, “Danko” oppure “Una Perfetta coppia di Svitati”. Gli archetipi degli action-movies di quel decennio (compresa l’evocativa colonna sonora) sono ben riprodotti e l’atmosfera che Smith riesce a creare è l’unica cosa rilevante di questo film.
Orfano dei dialoghi pungenti, iper-costruiti e brillantemente sboccati che hanno caratterizzato la sua filmografia, Smith non riesce a dare verve ad una storia povera di idee e con dinamiche narrative già viste, che si affida soprattutto alla caratterizzazione dei due personaggi principali: ma se Tracy Morgan, uno sconosciuto (da noi) commedian televisivo prestato al cinema, fa il suo dovere di spalla comica nel ruolo di un agente sfigato e bonaccione, oppresso dalla gelosia per la bellissima moglie e che fa il duro sul lavoro prendendo in prestito battute famose del cinema (abbastanza esilarante l’interrogatorio colmo di citazioni all’inizio del film), Bruce Willis sembra invece più divertito dal patner e dalle situazioni di cui è testimone che essere impegnato seriamente a recitare: quello che dovrebbe essere la star del film appare statico e legnoso, per nulla calato nel suo personaggio che interpreta al minimo sindacale senza arricchirlo oltre la stantia descrizione della sceneggiatura, tanto da risultare decisamente sotto tono e fuori contesto.

Il risultato finale del film non è dei migliori e con una coppia di interpreti scialbi ed una storia vuota e noiosa che presenta tra l’altro diversi buchi logici, non diverte il pubblico né trova una sua precisa collocazione di genere: poco incisivo per essere un poliziesco e poco divertente per essere una commedia.

Paolo Pugliese