Dopo
“A_Prova_di_Morte”
di Quentin Tarantino, “Planet Terror” di Robert
Rodriguez (“Sin City”) è il secondo episodio
del fallimentare progetto cinematografico “Grindhouse”
ideato come omaggio agli horror americani di serie B degli
anni ’70 proiettati in coppia nelle sale (fenomeno
chiamato appunto Grindhouse) e che invece si è
rivelato un bagno di sangue ai botteghini.
“Planet Terror” è incentrato su morti viventi
e cannibalismo, con la classica minaccia del virus creato
in un laboratorio militare che si propaga attraverso l’aria
ed inizia a trasformare la gente in zombie affamati di carne
umana. Seguiamo le vicende di un gruppo eterogeneo di persone
capeggiate da un motociclista ispanico (Freddy Rodriguez)
insieme alla sua fidanzata spogliarellista (una vibrante e
sexy Rose McGowan), i quali si adopereranno per sopravvivere
arrivando, tra sparatorie e fughe, in una base militare dove
il virus è stato sviluppato, dovendo infine fronteggiare
tanto i responsabili della diffusione del contagio quanto
degli orrendi soldati mutanti.
La
pellicola è una cavalcata d’azione e sangue nello
stile adrenalinico-coreografico di Rodriguez, il quale inserisce
un’iconografia da macelleria così esagerata da
essere quasi comica, quindi inoffensiva. Il regista imbastisce
una storia grottesca e veloce avendo però, come riferimento
narrativo/visivo, più l’escalation surreale dei
fumetti horror americani che la voglia di omaggiare gli splatter
semi-erotici degli anni ’70.
Il problema principale di questo film è che tutto è
portato all’eccesso, con esagerazioni visive ed iperbole
narrative, che possono essere divertenti fino ad un certo
punto, ma che poi finiscono per stancare il pubblico visto
la debolezza di una trama che non ha in realtà molto
da raccontare.
Altro grave problema è che, nonostante si dichiari
ispirarsi all’estetica dei B-Movie di oltre trent’anni
fa, l’obiettivo di riportarne sullo schermo le atmosfere
catartiche a base di sesso, sangue e violenza è clamorosamente
fallito. L’operazione è infatti troppo artificiosa
e troppo moderna dal punto di vista visivo e di ritmo per
essere un omaggio retrò. Nonostante alcune belle sequenze
d’azione (l’invasione di zombie nell’ospedale
oppure la corsa in strada con macchine e motoretta baby),
qualche buona idea (la ragazza che perde una gamba e la sostituisce
con un mitragliatore, ammazzando con movenze da lap dance)
e bonus come i cameo di Bruce Willis e Quentin Tarantino (che
lasciano il tempo che trovano), il risultato finale di “Planet
Terror” è abbastanza mediocre, non riuscendo
a discostarsi dall’essere un giocattolone superficiale
e baraccone: giudizio scontato per i detrattori di Rodriguez
regista, mentre una sensazione di già visto si insinua
nei suoi fan che hanno amato “El Mariachi”, “Dal
Tramonto all’Alba” e “Desperado”.
Paolo
Pugliese