Libero
adattamento di un libro illustrato per bambini, Piovono
Polpette racconta la storia di Flint, un giovane e bislacco
aspirante inventore con una lunga serie di disastrosi fallimenti
alle spalle. Per risolvere il problema della fame nel mondo,
un giorno realizza una macchina che trasforma l’acqua
in cibo; essa non solo funziona, ma per un banale incidente
viene lanciata in cielo, trasformandosi in una gigantesca
nuvola che fa piovere cibo sull’isola dove vive. Ben
presto, però, la “manna” dal cielo –sfruttata
dai concittadini di Flint per fini turistici e con sempre
più avidità- si trasforma in una minaccia
planetaria quando la nuvola si ingrossa e comincia a far piovere
cibo gigante. Toccherà a Flint risolvere il problema,
affrontando la nuvola e scoprendo che è… viva.
Cartone
animato simpatico, ma non eccelso, da fruire soprattutto nelle
(poche) sale italiane che lo proiettano in 3-D, Piovono
Polpette propone una trama virtuosa mirata soprattutto
per gli spettatori più giovani che, senza eccessivi
moralismi, denuncia tra le righe l’avidità umana,
lo sfrenato consumo di massa, il mercato del turismo non eco-sostenibile,
il cibo-spazzatura e l’obesità giovanile (problema
che affligge tanto l’America quanto il resto del mondo,
Italia compresa).
La sceneggiatura è funzionale e veloce, con uno sviluppo
elementare di una storia tipicamente americana e senza sorprese
narrative (chi persevera con le proprie forze vince sempre
e diventa un eroe), ma contenente una rilevante funzionalità
didattica su un’alimentazione corretta, su una giusta
deontologia professionale e sul rispetto per l’ambiente.
Sono relativamente poche le gags comiche, con un umorismo
non-sense ed un impianto narrativo teso al grottesco, mentre
i personaggi (ad iniziare dal protagonista) risultano
un po’ troppo sopra le righe, caratterizzati in maniera
superficiale ed eccessivamente macchiettistica, anche per
un cartone animato.
La
critica al consumo sfrenato americano è comunque beffarda
ed il film assume verso il finale inusuali tinte horror, sfoderando
molteplici citazioni cinematografiche: omaggi-parodie tanto
dei cult della moderna fantascienza (Guerre Stellari,
Alien, Star Trek e il serial Spazio 1999), quanto
del filone catastrofista (il recente 2012, ad esempio,
ma anche Armageddon e Deep impact).
L’animazione è di medio livello, esaltata comunque
dalla proiezione tridimensionale, con qualche simpatica invenzione
grafica.
Paolo
Pugliese