PIOVONO POLPETTE

Titolo Originale: Cloudy with a chance of meatballs
Genere: Animazione
Regia: Chris Miller & Phil Lord
Sceneggiatura: Chris Miller & Phil Lord
Colonna Sonora: Mark Mothersbaugh
Produzione: Columbia Pictures, Sony Pictures Animation
Paese d’origine: USA - 2009
Durata: 81 minuti
Data di uscita: 23 Dicembre 2009

 

Libero adattamento di un libro illustrato per bambini, Piovono Polpette racconta la storia di Flint, un giovane e bislacco aspirante inventore con una lunga serie di disastrosi fallimenti alle spalle. Per risolvere il problema della fame nel mondo, un giorno realizza una macchina che trasforma l’acqua in cibo; essa non solo funziona, ma per un banale incidente viene lanciata in cielo, trasformandosi in una gigantesca nuvola che fa piovere cibo sull’isola dove vive. Ben presto, però, la “manna” dal cielo –sfruttata dai concittadini di Flint per fini turistici e con sempre più avidità- si trasforma in una minaccia planetaria quando la nuvola si ingrossa e comincia a far piovere cibo gigante. Toccherà a Flint risolvere il problema, affrontando la nuvola e scoprendo che è… viva.

Cartone animato simpatico, ma non eccelso, da fruire soprattutto nelle (poche) sale italiane che lo proiettano in 3-D, Piovono Polpette propone una trama virtuosa mirata soprattutto per gli spettatori più giovani che, senza eccessivi moralismi, denuncia tra le righe l’avidità umana, lo sfrenato consumo di massa, il mercato del turismo non eco-sostenibile, il cibo-spazzatura e l’obesità giovanile (problema che affligge tanto l’America quanto il resto del mondo, Italia compresa).
La sceneggiatura è funzionale e veloce, con uno sviluppo elementare di una storia tipicamente americana e senza sorprese narrative (chi persevera con le proprie forze vince sempre e diventa un eroe), ma contenente una rilevante funzionalità didattica su un’alimentazione corretta, su una giusta deontologia professionale e sul rispetto per l’ambiente. Sono relativamente poche le gags comiche, con un umorismo non-sense ed un impianto narrativo teso al grottesco, mentre i personaggi (ad iniziare dal protagonista) risultano un po’ troppo sopra le righe, caratterizzati in maniera superficiale ed eccessivamente macchiettistica, anche per un cartone animato.

La critica al consumo sfrenato americano è comunque beffarda ed il film assume verso il finale inusuali tinte horror, sfoderando molteplici citazioni cinematografiche: omaggi-parodie tanto dei cult della moderna fantascienza (Guerre Stellari, Alien, Star Trek e il serial Spazio 1999), quanto del filone catastrofista (il recente 2012, ad esempio, ma anche Armageddon e Deep impact).
L’animazione è di medio livello, esaltata comunque dalla proiezione tridimensionale, con qualche simpatica invenzione grafica.

Paolo Pugliese