PINA IN 3D
 
Titolo Originale: Pina
Genere: Biografico, Musical
Regia: Wim Wenders
Sceneggiatura: Wim Wenders
Cast: Pina Baush, e il gruppo di ballerini del Tanztheater Wuppertal
Colonna Sonora: Andrè Rigaut, per il suono
Produzione: Neue Road Movies, Eurowide Filmproduction, ZDF e ZDF Theaterkanal
Paese d’origine: Germania - 2010
Durata: 103 minuti
Data di uscita: 4 Novembre 2011

 

Un’amicizia durata 40 anni e un profondo legame è quello che il regista Wim Wenders ha deciso di presentare e rappresentare in questo suo film; un documentario che
è stato un’impresa lunga nella realizzazione e anche nella progettazione.
La coreografa Pina Bausch, grande amica di Wim Wenders, si è spenta poco prima della realizzazione di questo film, dopo un lungo lavoro di ricerca e stabilità di immagini; il risultato finale sarebbe andato perso se il regista non avesse deciso di prendersi una pausa per elaborare il lutto e per portare avanti questo, che come lui stesso ammette, è un film per Pina e su Pina, su tutta la sua voglia di ballare e di entusiasmare le persone che hanno avuto la fortuna di conoscerla e di lavorare al suo fianco. Una delle affermazioni più belle e più vere di questa artista è stata senza dubbio questa: “Balliamo, balliamo, altrimenti siamo perduti”. In essa, Pina Bausch ha voluto racchiudere tutta se stessa, la sua essenza di vita, che l’hanno condotta dalla più tenera età di 14 anni a dedicarsi alla danza e alla rappresentazione più viva di essa. Un modo di dedicarsi a questo mondo unendo una totale libertà creativa abbinata ad altre espressioni visive quali l’opera, la musica, il teatro, la scultura, la pittura, e la fotografia, creando un affresco unico e completo in cui far muovere il corpo umano senza gabbie o schemi rigidi, e senza costrizione alcuna.

“Tanztheater”, teatro e danza, così come Pina Bausch decise di chiamare questa sua essenza e nuova espressione di vita, è ciò che le darà fama per la capacità di far muovere i ballerini, lontani dai canoni della danza tradizionale, facendoli interagire sul palco nell’assoluta scelta di mezzi espressivi, per impedire l’inibizione nei movimenti che dovevano essere fluidi, naturali. Dopo 30 anni, Pina Bausch è un’icona di questo nuovo modo di intendere la danza e i suoi ballerini sono ormai da esempio per la loro capacità di librarsi sul palco: un ambiente che evoca spazi poetici, o paesaggi esterni che vengono visualizzati all’interno di un teatro, in cui indossare le proprie emozioni, rappresentando la vita di tutti i giorni. Sia con vesti minimaliste o con sgargianti abiti da sera, i ballerini mettono a nudo se stessi danzando in coreografie vorticose e impegnative in cui esplicano la loro anima, così resa visibile.

Wim Wenders voleva molto bene a Pina Bausch, stringendo una grande amicizia durata mezzo secolo, a cui ha voluto rendere omaggio: una persona dotata di talento, genuina con se stessa e con gli altri, e leggera nel suo modo di vivere la vita così come le emozioni a teatro. Un 3D la cui realizzazione è stata lunga e travagliata, in cui ci si è dovuti preparare, documentare, imparare, usando come esempi gli ultimi film di nuova generazione: immagini in movimento al doppio della velocità, utili a ricreare le scene di ballo che, altrimenti, non avrebbero retto sul normale schermo di un cinema. Una terza dimensione che qui ha partorito un’opera, un’allegoria, di ballerini, suoni e colori, e una immensa felicità: una gioia che Wenders ha voluto dedicare a chi ha conosciuto realmente Pina Bausch. Uno spirito libero, un’anima radiosa, ma soprattutto una grande amica indimenticabile.

 

Alessandro Cristofaro