Rowena
Price (Halle Berry) è un’ambiziosa
reporter che decide di intraprendere un’indagine personale
sotto copertura per fare luce sul misterioso omicidio di una
sua cara amica d’infanzia. L’amica lavorava in
una grossa azienda pubblicitaria guidata dal geniale ed arrogante
Harrison Hill (Bruce Willis) e Rowena riesce
ad infiltrarsi come stagista grazie all’aiuto di Miles
Haley (Giovanni Ribisi), genio dei computer.
La giornalista comincerà a circuire Hill riuscendo
a contattarlo tramite Internet, nelle Chat dei siti “love
online”, assumendo una nuova identità sul Web
ed utilizzando sia la propria seduzione che la tecnologia
virtuale per trovare le prove che le servono per assicurare
l’assassino alla giustizia. Col tempo, però,
scoprirà di non essere la sola a cambiare identità
ed alla fine il suo gioco al gatto ed al topo comincerà
a diventare pericoloso: chi è il cacciatore e chi la
preda?
Visivamente molto curato, PERFECT STRANGER è un thriller
investigativo con una storia sul filo del rasoio inerente
lo scambio di identità e le indagini al computer, con
una spruzzata di erotismo e false piste ed indizi secondo
il classico meccanismo narrativo giallo dove niente è
mai come sembra. Si finisce però per abusare un pò
troppo di tale meccanismo e, citando maldestramente il cinema
di un maestro come Hitchcock, il film propone una storia che
si rivela ben presto poco plausibile ed abbastanza gratuita
nello sviluppo, inteso unicamente come un percorso fatto di
apparenze che hanno la funzione di mescolare le carte e distogliere
lo spettatore dalla verità, che poi arriva con la solita
ed esplosiva rivelazione finale.
PERFECT STRANGER, insomma, bara alla grande con il pubblico
utilizzando come mezzo e pretesto il suo stesso tema narrativo,
e cioè che l’apparenza inganna, ma senza comunque
una trama solida e coerente che possa supportare in maniera
credibile tutti gli sviluppi/trucchetti narrativi che vengono
rifilati allo spettatore...
Alla fine, però, il film viene smascherato come un
thriller con ben poca suspense, poco spessore ed anche abbastanza
prevedibile. La regia di James Foley (“The Corruptor”,
“L’Ultimo Appello”, “Who’s that
Girl?”), peraltro abile a livello tecnico, è
superficiale e priva di personalità, non riuscendo
a focalizzare nessuna delle riflessioni che il film pone –come,
ad esempio, la critica al mondo delle chat ed al cambio di
identità su Internet– limitandosi a seguire la
sceneggiatura in maniera piatta. Molto belle ed eleganti le
scenografie e le location del film mentre, a livello di interpretazione,
si rivela abbastanza credibile (nonostante tutto) Halle Berry;
Bruce Willis, invece, gigioneggia un pò troppo forzando
il suo personaggio fino a renderlo una macchietta.
Concludendo, PERFECT STRANGER è uno dei tantissimi
film senza infamia e senza lode il cui destino, nonostante
i nomi dei divi protagonisti, è quello di essere dimenticato
ben presto e magari essere rispolverato tra qualche anno da
una programmazione in seconda serata su Rete 4.
Paolo
Pugliese