PERCY JACKSON E GLI DEI DELL'OLIMPO: IL LADRO DI FULMINI

Titolo Originale: Percy Jackson & the Olympians: The Lightning Thief
Genere: Fantasy/Avventura/commedia
Regia: Chris Columbus
Sceneggiatura: Craig Titley
Cast: Logan Lerman, Kevin McKidd, Uma Thurman, Pierce Brosnan, Rosario Dawson, Sean Bean, Catherine Keener, Alexandra Daddario, Steve Coogan, Joe Pantoliano, Jake Abel, Melina Kanakaredes
Produzione: 1492 Pictures, Fox 2000 Pictures, Imprint Entertainment
Paese d’origine: USA/Canada - 2009
Durata: 119 minuti
Data di uscita: 12 Marzo 2010

 

Dopo aver recentemente saccheggiato con alterne fortune la letteratura (Il Signore degli Anelli), i fumetti (X-Men, Transformers e G.I.Joe, solo per dire i più recenti) e persino i manga (Astroboy), il cinema di svago di Hollywood torna nuovamente ai libri per ragazzi, scegliendo di produrre un film tratto dalle storie di ambientazione mitologica di Rick Riordan.
Ma il rischio di scadere nel ridicolo è forte dati i precedenti sul tema (vedi Troy).

La storia, senza troppo svelare per non togliere la sorpresa, ha per protagonisti un piccolo gruppo di teenager che in realtà sono semidei, cioè figli di umani e divinità greche, coadiuvati da altre creature mitiche, come i satiri e i centauri. Il protagonista, Percy Jackson, ha la (s)fortuna di essere il figlio di Poseidone, uno dei tre “pezzi grossi”dell’Olimpo insieme a Zeus ed Ade; il ragazzo conduce la classica esistenza normale in attesa del classico evento paranormale (la falsa accusa di aver rubato la folgore di Zeus), che nel più classico (che altro?) dei copioni lo vedrà scoprire la sua vera natura e darsi da fare, sfruttando i suoi poteri divini in vista di uno scopo superiore, ovvero la (solita) salvezza del mondo dalla minaccia di una guerra tra Zeus e gli altri Dei dell’Olimpo.

La regia, affidata al veterano Columbus, che già ha esperienza con il genere fantasy per aver diretto i primi due episodi di Harry Potter, realizza un film, pensato soprattutto per un pubblico molto giovane, senza però scadere nell’umorismo da caserma o presentare trame insulse. La sceneggiatura non presenta niente di nuovo, ma i protagonisti fanno del loro meglio per render appassionante una storia già vista e rivista, dando atto agli sceneggiatori di non essere caduti nella trappola del film eroico e serioso, ma di aver inserito numerosi elementi brillanti, lasciando che gli attori garbatamente prendessero in giro se stessi e la storia.
Degna di menzione, ad esempio, è la scelta di presentare Ade come un musicista maledetto, tutto hard rock e acidi, il classico tipo che ti aspetteresti vedere in un ambiente gotico e un tantino cupo come l’Inferno.
E che dire del mito (rivisitato) dei mangiatori di loto che se ne stanno beatamente in ozio in un casinò di Las Vegas, oppure dell’Inferno che ha sede ad Hollywood?

Nonostante tutto questo e nonostante una trama lineare ma garbata, effetti speciali più che discreti ed un cast di attori famosi (Uma Thurman, Pierce Brosnan, Rosario Dawson, Sean Bean, Catherine Keener) che accompagnano i giovani protagonisti, Percy Jackson e gli Dei dell’Olimpo rimane un film di grana grossa, superficiale nella caratterizzazione dei personaggi e nell’uso di tutti gli archetipi della mitologia greca che, se usati con maggiore attenzione, sarebbero risultati di maggior fascino piuttosto che di semplice corollario visivo alle vicende di Percy.
Gli sceneggiatori non sono quindi esenti da colpe: le note stonate del film, oltre alla trama non proprio originalissima (solo in parte imputabile al romanzo, dato che meno della metà del primo libro è stata portata sullo schermo), comprendono diverse modifiche meno che necessarie alla storia originale, come l’età dei protagonisti dei libri, circa 12 anni, che viene portata a 17-18, un po’ per rendere più avvincenti i combattimenti, un po’ per introdurre l’immancabile storia d’amore tra i figli di Atena e Poseidone.

In conclusione il film entusiasmerà soprattutto gli spettatori più giovani, risultando invece un po’ troppo leggero e in fin dei conti deludente per quelli più adulti.
Piccola curiosità mitologica: ma non era Vulcano, pardon Efesto, a fabbricare le folgori in serie, tipo catena di montaggio?

Giulio Pesce