PER SFORTUNA CHE CI SEI
 
Titolo Originale: La chance de ma vie
Genere: Commedia
Regia: Nicolas Cuche
Sceneggiatura: Laurent Turner, Luc Bossi
Cast: Virginie Efira, François-Xavier Demaison, Armelle Deutsch, Raphaël Personnaz, Thomas N'Gijol, Brigitte Roüan, Yves Jacques, Elie Semoun, Francis Perrin
Produzione: Fidélité Films, SCOPE Invest
Paese d’origine: Francia - 2010
Durata: 87 minuti
Data di uscita: 13 luglio 2011

 

Julien Monnier (François-Xavier Demaison) ha un problema serio: sarà anche un brillante consulente coniugale, ma non riesce a tenersi una donna per più di due settimane! E la ragione è che da sempre porta un’incredibile iella a tutte le donne che si mettono con lui! Da quelle che finiscono in ospedale più volte a settimana, a quelle che vedono distrutta la loro carriera o le loro relazioni con gli amici e la famiglia. Julien è peggio di un gatto nero per le donne e Joanna (Virginie Efira) lo capirà a proprie spese il giorno in cui lo incontra: ha una vita appagata, con una carriera di successo ed un sogno professionale da realizzare, ma tutto questo rischia di crollare… Anche se il rapporto sentimentale con Julien è bello e felice, la iella rappresenta un forte deterrente per il futuro di entrambi.

Penalizzato da un titolo anonimo e lievemente gratuito, “Per sfortuna che ci sei” è una tipica commedia francese, sia per pregi che per difetti: i primi consistono nell’impianto narrativo lieve e brioso, mai volgare e con un’impostazione da moderna nouvelle vague sentimentale, amalgamata con situazioni paradossali il cui innesto nella storia è fornito dall’incipit dell’ incredibile sfortuna che perseguita il protagonista e tutte le donne che hanno un rapporto d’amore con lui. Il film ha uno sviluppo leggero ed ironico, con una prosa garbata, popolata da personaggi buffi, con gags spesso riuscite, che rimandano ad una comicità surreale, quasi (e felicemente aggiungeremmo) da strips a fumetti.
Gli elementi negativi sono rappresentati da una certa contaminazione dello stile conseguenzial-comico tipico delle commedie americane, oltre ad una superficialità nello sviluppo di alcuni elementi della storia, che si conclude con un paio di trovate facili (come ad esempio la classica corsa per impedire un matrimonio), rivelando inconsciamente un progressivo esaurimento di idee narrative ed un annacquamento delle vicende. Si rileva poi una caratterizzazione minimale dei due protagonisti, che non va al di là della loro iniziale impostazione comica, venendo accompagnati da personaggi comprimari che o sono troppo sopra le righe (vedi il vanesio designer Elie Semoun), oppure impostati in maniera superficiale (vedi l’amico chirurgo di Julien oppure il fascinoso figlio di papà Martin Dupont).

Per il resto, il film è un’opera divertente e non pretenziosa, che ha un inizio trascinante (la sequela di incidenti alle sue ex-fidanzate, raccontate dal protagonista), e prosegue con vari momenti comici riusciti, un paio di belle idee (le foto che raccontano momenti ed incidenti della coppia, i titoli di coda animati) e due protagonisti poco conosciuti ma simpatici come la deliziosa Virginie Efira e il bizzarro quanto spassoso François-Xavier Demaison.

Paolo Pugliese