PAUL
 
Titolo Originale: Id.
Genere: Commedia, Fantascienza, Azione
Regia: Greg Mottola
Sceneggiatura: Nick Frost, Simon Pegg
Cast: Simon Pegg, Nick Frost, Jeffrey Tambor, Kristen Wiig, Jason Bateman, Sigourney Weaver, Bill Hader, Blythe Danner
Colonna Sonora: David Arnold
Produzione: Big Talk Productions, Relativity Media, Working Title Films
Paese d’origine: Gran Bretagna/Stati Uniti d'America 2010
Durata: 104 minuti
Data di uscita: 1 Giugno 2011

 

Graeme Willy (Simon Pegg) e Clive Gollings (Nick Frost) sono due nerd inglesi, amici di infanzia. Appassionati di fantascienza, fumetti ed Ufo, partono per il viaggio della loro vita: una convention di comics americani a San Diego, prima tappa di un pellegrinaggio nel cuore dell'America degli UFO, che li porterà sulle tracce delle leggendarie zone calde dell'attività extraterrestre, come l’Area 51. Attraversando il deserto del New Mexico s'imbattono però in Paul, un alieno che per 60 anni è stato tenuto prigioniero di una base militare top secret dalla quale è appena evaso. Inseguiti dagli agenti federali e dal padre integralista di Ruth Buggs (Kristen Wiig), una giovane donna che hanno accidentalmente rapito, Graeme e Clive tratteggiano un improbabile piano per riportare Paul illeso alla sua navicella.

Dopo aver preso in giro gli Zombie-Movies e gli action americani con le sardoniche commedie “Shaun of Dead” (conosciuto da noi come “L’Alba dei Morti dementi”) ed “Hot Fuzz”, i due attori inglesi Simon Pegg e Nick Frost tornano di nuovo insieme in un film comico dalle ottime potenzialità, anche se non completamente espresse. La responsabilità è da imputarsi al regista Greg Mottola, autore di commedie adolescenziali (“Superbad” o “Adventurland”) che, nonostante uno stile agile ed asciutto, non riesce a dare totale profondità agli elementi satirici della sceneggiatura firmata dagli stessi Frost e Pegg, rischiando di virare nel trash demenziale. Per fortuna, la classe dei due attori-sceneggiatori riesce a dare al film una ben precisa connotazione comica: quella di parodia elegante e leggera di più generi cinematografici, non lesinando stoccate allo star system Hollywoodiano come, ad esempio, proporre un alieno dall’aspetto iconografico che è al tempo stesso il più politicamente scorretto mai apparso al cinema: fuma, dice parolacce, beve birra, emette peti, si denuda e mangia uccelli vivi. Basta solo questo per far capire che “Paul” non è proprio un film per bambini.

Seguendo le linee guida del cinema di Kevin Smith (“Clerks”, “Dogma”), ovvero scardinare con ironia dissacratoria certi cliché e luoghi comuni, “Paul” prende di mira i cosiddetti “pop-corn movies”, con frecciatine al cinema di fantascienza, a Steven Spielberg ed a film come “E.T.”, “Incontri ravvicinati del terzo Tipo” e “Men in Black”. Inoltre, prende a sberleffi non solo quel tipo di cinema autoriale “On the Road” (da “Fandango” a “Thelma & Louise”, citando i “Blues Brothers”), ma ironizza anche su tutti gli stereotipi – più o meno veri e di matrice USA - che circondano determinati campi di appassionati: dalla fantascienza al fumetto, dagli avvistamenti degli Ufo alle teorie religiose anti-evoluzionistiche, da Star Trek al bullismo tipicamente americano. Nonostante qualche sbandamento, “Paul” è una commedia sopra la media, con il pregio di mixare insieme più generi cinematografici in maniera impeccabile, con dialoghi brillanti, situazioni paradossali e diverse gags esilaranti. Peccato che il doppiaggio italiano si riveli quanto mai pessimo, appiattendo la carica comica del film con la discutibile decisione di affidare la voce di Paul a un doppiatore non professionista (il cantante Elio delle Storie Tese), con un risultato complessivo abbastanza fastidioso che si aggiunge ad una lunga lista di casi analoghi.

Marco Valerio