PATHFINDER

Titolo Originale: Id.
Genere: Avventura
Regia: Marcus Nispel
Sceneggiatura: Laeta Kalogridis & Nils Gaup
Cast: Karl Urban, Clancy Brown, Moon Goodblood, Russel Means
Colonna Sonora: Jonathan Elias
Produzione: Mike Medavoy, Arnold Messer, marcus Nispel
Paese d’origine: USA - 2007
Durata: 99 minuti

 

Tratto da un fumetto edito dalla Dark Horse, a sua volta ispirato alla leggenda (falsa) dell’arrivo dei Vichinghi nelle Americhe prima di Cristoforo Colombo, PATHFINDER (Il Cercatore di Sentieri) è un film di avventura che miscela vari generi (azione, epica, horror, fantasy) ricordando non poco, per storia e dinamiche, la pellicola “Il 13° Guerriero” interpretata da Antonio Banderas qualche anno fa.
La storia inizia con lo sbarco sul suolo americano di un’orda di sanguinari Vichinghi in vena di razzie, i quali massacrano senza pietà una tribù di nativi americani. La carneficina viene scoperta da una squaw di un’altra tribù che trova un fanciullo straniero abbandonato dagli invasori. Il giovanissimo vichingo viene allevato come un indiano, ma la sua identità è sospesa tra due razze e culture profondamente diverse. Quindici anni dopo troverà il suo destino di guerriero quando torneranno con una nuova sortita i Vichinghi, i quali semineranno ancora morte e distruzione, ma troveranno lui sulla loro strada, deciso a difendere il proprio popolo adottivo e sterminare gli invasori nordici.

PATHFINDER è un prodotto di puro intrattenimento senza troppe velleità, un fumettone per il grande schermo che, nonostante ciò, presenta una desolante povertà creativa; il film ha di per sé un’idea di base non proprio maligna, ma qualsiasi elemento concettuale e narrativo che avrebbe potuto contribuire a rendere intrigante la pellicola viene sviluppato in maniera molto superficiale e convenzionale: i conflitti di identità del protagonista, ad esempio, non sono per niente approfonditi, ma blandamente accennati. Non parliamo poi dei cattivi: i Vichinghi vengono descritti puramente come gente sanguinaria totalmente stupida che uccide senza pietà e senza motivo; una cosa lontana dalla realtà storica di un popolo di navigatori e guerrieri che in questo film vengono visualizzati come gli Orchi della trilogia “Il Signore degli Anelli”, i quali sembra che si siano dati la pena di affrontare un lungo viaggio solo per fare delle mere scorribande.

Con una narrazione che predilige l’azione e la tensione a dispetto di credibilità e coerenza narrativa, PATHFINDER è un film che scorre senza guizzi e, tra un combattimento ed un inseguimento, si ha anche l’ulteriore sensazione di già visto. Non ci sono né pathos né colpi di scena, con un andamento ripetitivo molto prevedibile che in alcuni momenti scade anche nel ridicolo (vedi l’inseguimento eccessivamente lungo sulla neve con uno scudo usato come snowboard).
Poco da dire anche sul cast, composto da volti sconosciuti e con protagonista l’emergente Karl Urban (visto in “Doom” oppure “Bourne Supremacy”) che, nonostante sia aitante e volenteroso, non è né troppo bello né troppo bravo per salvare il film e riuscire ad imprimersi nella memoria del pubblico. Bella però la fotografia.

Paolo Pugliese