Il Dottor Parnassus (Christopher
Plummer), capo della compagnia teatrale nota come Imaginarium,
ha ricevuto il potere di far viaggiare le persone attraverso
un specchio magico in mondi fantastici che rappresentano i
loro sogni e desideri, facendo un patto col diavolo (Tom Waits),
che adesso, venuto a riscattare il suo debito, richiede l'anima
della figlia del dottore, Valentina (Lily Cole).
La situazione sembra disperata, ma un giorno la compagnia
salva da morte certa uno strano personaggio (Heath Ledger,
Johnny Deep, Colin Farrel, Jude Law) senza memoria che sembra
disposto a fare di tutto pur di salvare l'anima della sfortunata
Valentina dal suo triste destino.
Ma questo misterioso viaggiatore porterà con se più
di un oscuro segreto nonché molti pericoli per l'Imaginarium...
Dopo un periodo di leggero appannamento, Gilliam torna a sorprenderci
con questa sua nuova pellicola che riconferma l'abilità
del regista statunitense (naturalizzato inglese, però)
nell'imbastire incredibili “teatrini” psichedelici
e colorati, che continuano a funzionare e a stupire oggi come
facevano oltre trent'anni fa con i “Monty Python”.
I motivi della buon risultato generale sono numerosi, anche
se il primo che salta agli occhi è il cast, perfettamente
in linea con gli standard della pellicola; in particolare
il compianto premio Oscar Heath Ledger, un attore capace di
bucare lo schermo con tutto il suo carisma, la cui dipartita
avrebbe segnato irrimediabilmente il destino di questo film,
se non fosse stato per il pronto intervento di tre star come
Johnny Deep,
Colin Farrel e Jude Law che hanno accettato di presenziare
alle scene in cui lui mancava (grazie ad un affascinante
stratagemma della sceneggiatura inventato per giustificare
i cambiamenti fisici del personaggio).
Non sfigura nemmeno tutto
il resto del cast, in particolare il cattivissimo Tom Waits
(che sembra divertirsi quanto pochi altri nell'interpretare
questo anomale Lucifero) e il sensazionale Christopher
Plummer.
Le (poche) sbavature del film si rilevano perlopiù
nella sceneggiatura; colpa di uno script forse un po' troppo
labirintico, che in certe occasioni tende a sviare l'attenzione
del pubblico e, quindi, a rimanere a tratti un po' oscuro
(problema, tra l'altro, riscontrabile in molte pellicole
di Gilliam); ciò non toglie che i temi trattati
siano ben
approfonditi, e, in generale, lo sviluppo degli eventi evita
la prevedibilità, prendendo piaghe inaspettate in più
momenti, soprattutto per quel che riguarda il destino dei
protagonisti.
Oltre a questo, diciamo che
il risultato finale risente un tantino delle "cicatrici"
che sempre si riscontrano in quei film che vengono d'improvviso
interrotti per poi essere ripresi in un secondo momento, nonostante
un certo impegno generale (in particolare del suddetto
trio Deep, Farrel e Law) per non far risultare il tutto
troppo discontinuo
Certo è che, tuttavia, “Parnassus” risulta
essere un film di ottimo livello qualitativo; magari non risalterà
nella filmografia di Gilliam tra i suoi migliori lavori, ma
non fa che confermare la genialità del regista e la
sua abilità nel fare film che riescono, nello stesso
tempo, a farci evadere dalla realtà quotidiana, lasciandoci,
però, la possibilità di riflettere sul mondo
in cui viviamo; ovvero l'obbiettivo a cui ogni film
fantastico dovrebbe mirare.