Sono
diversi anni che la storia del clown franco-algerino Miloud,
trasferitosi in Romania, affascina e commuove per coraggio,
determinazione ed impegno a favore di giovani outsiders ai
margini della società. L’artista circense, infatti,
si occupa da parecchio tempo nel recupero dei minori abbandonati
o fuggiti da casa, i quali vivono letteralmente nelle fogne
di Bucarest, sniffando colla per sballarsi, rubando e prostituendosi.
Miloud li cerca ed insegna loro l’arte circense, trasformandoli
in artisti, esibendosi in vari spettacoli e dando loro anche
una speranza per una vita migliore (ed alcuni sono stati reclutati
da vari circhi compreso il prestigioso Cirque du Soleil).
Questa storia ha interessato molto anche l’esordiente
Marco Pontecorvo, figlio d’arte del grande Gillo, che
dedica a Miloud ed i suoi ragazzi il suo film d’esordio;
“Pa-ra-da” è una favola moderna priva di
retorica, una sorta di docu-fiction composta da immagini dure
e suggestive che toccano le corde emotive dello spettatore
senza (s)cadere su un banale apologo morale o eccessivamente
melenso.
Il
giovane Pontecorvo dimostra un’equilibrata padronanza
nella composizione dell’immagine per inquadrature e
movimenti della cinepresa, soprattutto nelle sequenze dei
numeri circensi, senza però eccedere in virtuosismi.
La sua regia è fluida e precisa, ma non fredda, dando
al film un’atmosfera di sobrietà e commozione
transitiva per ciò che racconta.
“Pa-ra-da” è quello che potrebbe essere
definito un piccolo-grande film, frutto di buone intenzioni
e ben realizzato dal punto di vista tecnico e stilistico,
evitando inutili fronzoli visivi e concentrandosi su una storia
aspra ed esemplare che ci viene restituita sul grande schermo
senza filtri e con tutta la sincerità e la forza morale
di cui è composta.
I giovani attori protagonisti del film hanno la freschezza
e la naturalezza di chi interpreta se stesso, essendo i veri
ragazzi seguiti dal coraggioso Miloud che, interpretato dallo
sconosciuto Jalil Lespert, ci viene raccontato come un uomo
con l’ideale di aiutare i più sfortunati, ma
anche solo ed imperfetto, che si scoraggia, si blocca ma non
si perde mai d’animo aiutato anche dall’entusiasmo
dei suoi ragazzi da cui imparerà molto (anche se
questo scambio rimane un pò in ombra) ed il pubblico
parteciperà con loro a questo percorso di cambiamento.
Marco
Valerio