Dopo
un lungo periodo di ibernazione, i due astronauti Peyton e
Bower si risvegliano a bordo di una nave spaziale, dentro
una stanza il cui portellone è sigillato, senza ricordare
chi sono e quale sia la loro missione. L'unico modo per uscire
da quella stanza é passare attraverso un condotto dell'aria;
la fuori ci sono i segreti dell'astronave e le risposte che
gli aiuteranno piano piano a ricordarsi tutto. Mentre il tenente
Payton (Dennis Quaid) rimane in sala monitorando da una postazione
il resto della nave, Bower (Ben Foster) esce, trovando una
situazione infernale: nessuno dell’equipaggio sembra
essere in vita e il gigantesco generatore nucleare che alimenta
i sistemi della nave è in procinto di spegnersi; occorre
quindi resettarlo in sala motori, attraversando tutto lo scafo,
ma l’astronave sembra essere popolata da creature inumane.
Col tempo, Bower arriverà a ricostruire i fatti avvenuti,
recuperando la memoria e giungendo ad un’incredibile
verità.
Penalizzato
sia da un titolo originale anonimo, sia dal sottotitolo italiano
(l’Universo parallelo) che non centra nulla
con la storia, “Pandorum” si rivela fin dai suoi
primi minuti un discreto Fanta-Horror dall’estetica
cupa e claustrofobica. La trama rimanda a tematiche ed atmosfere
di film come “Alien”, “Event Horizon”,
“Sunshine” e “28 giorni Dopo”, ma
il suo sviluppo narrativo "survival" non è
né scontato né prevedibile. La sceneggiatura
ha una struttura semplice quanto efficace nella sua linearità,
che svela progressivamente le sue carte accompagnando nel
mistero tanto i protagonisti quanto il pubblico stesso; la
trama procede con una serie di colpi di scena, ben narrata
da una regia asciutta e concreta nelle sue poche linee guida,
supportata da un buon ritmo grazie ad un montaggio scattante
ma non adrenalinico.
Tra
i meriti della pellicola ci sono anche pochi ma buoni effetti
speciali, convincenti scenografie "industriali"
degli interni della nave e protagonisti poco espressivi ma
funzionali alla storia quali l’inossidabile Dennis Quaid,
l’emergente Ben Foster, la bella Antje Traue e l’ex-vampiro
cattivo di “Twilight”, Cam Gigandet, quest’ultimo
dalla mimica eccessivamente accentuata per risultare credibile.
Anche se siamo lontani dal capolavoro, “Pandorum”
è un prodotto sostanzialmente gradevole e ben fatto,
limitato solo dall’idea di base poco originale delle
creature, il cui look è abbastanza deludente, tanto
da abbassare il livello di thrilling di questo apprezzabile
film.
Paolo
Pugliese