IL PADRE DEI MIEI FIGLI

Titolo Originale: Le Père des mes enfants
Genere: Drammatico
Regia: Mia Hansen-Love
Sceneggiatura: Mia Hansen-Love
Cast: Chiara Caselli, Louis-Do de Lencquesaing, Alice de Lencquesaing, Alice Gautier, Manelle Driss, Eric Elmosnino, Sandrine Dumas
Produzione: Les Films Pelleas, Philippe Martin, David Thion, 27 Films Production, Oliver Damiasn, Arte France Cinéma
Paese d'origine: Francia
Durata: 110 minuti
Data di uscita: 11 Giugno 2010

 

Un giovane produttore cinematografico, Grégoire Canvel, ha tutto quello che un uomo può desiderare: una moglie che ama, tre splendide figlie, e un lavoro stimolante in cui mettere tutta la sua energia. La sua compagnia, l'indipendente Moon Films, gode di un grande prestigio, ma i troppi debiti e i troppi rischi la stanno spingendo verso la bancarotta. All'improvviso, un evento sconvolgente lascia una ferita profonda nella vita della famiglia, che troverà comunque la forza di andare avanti e affrontare unita il proprio destino.

Chiaramente ispirato al produttore francese Humbert Balsan, morto suicida, la regista Mia Hansen-Love ci offre un momento nella vita di questo uomo che ha sempre messo se stesso nel suo lavoro, traendo energia dai suoi affetti e dalla sua famiglia. Nel film vediamo come l'attore che interpreta Grégoire ha sempre un tono affabile, è sempre entusiasta in ogni sua iniziativa, ed è un uomo seducente, che non si tira indietro di fronte alle varie incognite che si presentano. La sua non è una voglia di conquista, un modo aggressivo di porsi verso il prossimo, ma è un semplice venirsi incontro, tendere la mano a chi ci sta di fronte, e Grégoire questo lo sa benissimo. La franchezza che emerge nella sua vita e nella sua figura è il motivo trascinante per tutto il film, e spesso proprio l'omettere delle bugie è ciò che più fa soffrire i vari protagonisti coinvolti nel dramma che la famiglia si troverà ad affrontare. La famiglia che ha sempre ricaricato Grégoire inizia ad essere un bagaglio pesante che lo ridurrà stanco e deluso, decidendo di togliersi la vita sparandosi in una strada, lontano da tutti.
E' questo che destabilizza a quel punto il nucleo familiare, e che rischia di spezzare ogni legame all'interno di esso: i momenti di gioia delle donne rimaste sole del padre e del marito a cui accorrere scompaiono, inghiottiti da fatture e debiti. Una sconfitta che ricade su Chiara Caselli, la moglie che cercherà invano di portare avanti i sogni dell'attività, ormai in caduta libera, del coniuge suicida. E' un gioco che rischia di annullare completamente l'universo delle donne della famiglia, ma che inaspettatamente, strette nel dolore per la perdita della persona cara, riescono a trovare la forza per andare avanti. La morte del protagonista che arriva a metà del film è un modo per dire di non abbandonare la voglia di ritornare a sorridere, cercando la felicità altrove.

Nel cast, il personaggio chiave è interpretato egregiamente dall’ attore francese Louis-Do de Lencquesaing, che ci offre nei suoi 50 minuti di scena un uomo con una forte personalità, seducente come verrà citato in gran parte del film, e sempre incline alla chiarezza nei rapporti. Un'arma a doppio taglio che lo consegnerà ai suoi demoni nel momento della caduta nell'oblio della disperazione. Nel ruolo della moglie e della madre coraggiosa che non si tira indietro nelle difficoltà troviamo un'attrice italiana che, come Monica Bellucci, sembra aver trovato linfa vitale in Francia, Chiara Caselli. Questa donna fa da collante tra l'ambiente familiare e quello lavorativo in cui il marito si muove, e più di una volta vediamo come sia lei a sostenerlo in alcune delle sue rischiose scelte, pur cercando di non prevaricarlo nel suo terreno.
L'unica perplessità che rimane nella Caselli, pur lodando la sua grinta, è l'espressione immutabile che si nota nel suo volto: in circa due ore di film, vediamo l'attrice sorridere solo alcune volte, ed in entrambi i casi vediamo quel sorriso più come una smorfia, lasciandoci parecchio perplessi.

Una segnalazione importante va riconosciuta soprattutto alla figlia maggiore, Clémence, interpretata da Alice de Lencquesaing, che nella realtà è figlia naturale del protagonista. Il suo è un ruolo agli inizi incerto, distante dal mondo del padre, e da quello degli adulti, che solo verso il finale maturerà velocemente, accettando il dolce ricordo del genitore proprio nel momento in cui non sarà possibile fargli visita al cimitero per porgergli l'ultimo saluto. Nel finale, la colonna sonora è affidata a Doris Day, che con il suo brano Que serà serà, ci lascia aperti alla speranza e ad una nuova vita, mentre con il taxi ci si allontana dalla splendida città di Parigi che per tutto il film ha fatto da scenario alle nostre vicende. Un film molto intimo ma anche molto compresso che forse e difficilmente verrà apprezzato al cinema da tutti.

Alessandro Cristofaro