Arriva
con gli sconti di fine stagione Outlander, semi-kolossal
di fantascienza ambientato nel passato, con la storia di un
astronauta alieno che fa naufragio sulla terra dell’età
del ferro, ovvero nella Norvegia dell’anno 509 A.C.
A causa dello schianto dell’astronave, il suo prigioniero,
una devastante creatura aliena chiamata Moorwen, si libera
e semina morte e panico sulla terra.
L’ extraterrestre dovrà avvicinare una tribù
di Vichinghi ed allearsi con loro per dare la caccia al mostro,
diventando con il tempo uno di loro.
Non
si può parlare né bene né male di questo
film: Outlander è un prodotto d’intrattenimento
senza pretese, un vecchio B-Movie nel senso buono
del termine, con una storia assai improbabile nel suo incipit,
la cui sceneggiatura presenta caratterizzazioni sommarie dei
personaggi ed uno sviluppo narrativo convenzionale e quindi
ampiamente prevedibile. Chi ha un minimo di cultura cinematografica
individua subito questo film come un prodotto affatto originale:
la sua sinossi è praticamente la copia in versione
fantascientifica di quella de “Il 13 Guerriero”,
con medesima storia e temi riguardanti lo straniero in terra
straniera, il guerriero predestinato, la minaccia arcana e
persino lo scontro finale nelle grotte sotterranee; ma Outlander
fa riferimento anche ad altre pellicole come “Alien”,
“Predator”, “Il Pianeta delle Scimmie”
e “Beowulf”, risultando però non rielaborativo
nonché poco incisivo in tutti i suoi elementi concettuali
e narrativi presi in prestito altrove.
Sul fronte interpreti il cast è abbastanza anonimo,
con un bravo caratterista come John Hurt qui abbastanza sacrificato
ed un Jim Caviezel -famoso per le sue interpretazioni in film
come “La Passione di Cristo”, “La Sottile
Linea Rossa” ed “Il Conte di Montecristo”-
protagonista incolore e sottotono, con una performance interpretativa
totalmente inespressiva.
Non
tutto, comunque, è da buttare; qua e là emerge
qualche aspetto positivo come il ritmo narrativo sostenuto
e senza momenti morti, qualche riflessione ecologista ed un
tono epico abbastanza dark; gli effetti speciali sono pochi,
ma dignitosi, riguardanti soprattutto la creatura aliena dal
design però già visto (una via di mezzo
tra un drago, un leone ed i fuchi della saga di “Alien”).
Outlander è una pellicola che ha la consistenza
della neve che si scioglie al sole, ma nel deserto della programmazione
cinematografica di questa estate può essere una valida
alternativa per un paio di ore di svago, destinata comunque
ad essere facilmente dimenticata.
Paolo
Pugliese