Sull’onda
dei recenti successi del genere documentaristico in sala,
Lucky Red distribuisce questo originale “docu-musical”
firmato dal giovane ma esperto (è al suo terzo documentario)
regista pugliese Agostino Ferrente. Si tratta di un film-diario
della genesi della ormai famosa Orchestra di Piazza Vittorio,
band nata da un'iniziativa di Mario Tronco, il tastierista
degli Avion Travel, e dello stesso Agostino Ferrente, che,
nel quartiere di Roma nei pressi della stazione Termini, dove
gli italiani sono "minoranza etnica", prendendo
spunto dalla chiusura coatta di un vecchio cinema hanno riunito
un gruppo di musicisti di strada (e non) che vengono da tutte
le parti il mondo per una iniziativa originale quanto complessa
e, per certi versi, rischiosa.
Ferrente documenta cinque anni di intenso e amorevole lavoro
e segue i 30 musicisti di 15 nazionalità, con l’aiuto
di 5 operatori, 3 fonici e 4 montatori. Ne esce un film che
si può tranquillamente seguire come una fiction tanto
è ben strutturato e per la finezza con cui vengono
caratterizzati i personaggi, tutti singolari, che pian piano
si aggiungono al progetto dell’Orchestra, tanto che
alla fine li sentiamo davvero vivere sullo schermo e ci appassioniamo
a loro. Ma la forza del film sta anche nella naturalezza con
cui il regista coglie tanto i momenti drammatici quanto gli
spunti ironici ed autoironici della vicenda, specie quando
l’Orchestra, ancora in embrione ed improvvisata, ottiene
a sorpresa la data per un concerto all’interno di Roma
Europa Festival: il cerchio inizia a stringersi attorno al
promotore Mario Tronco e il progetto vede finalmente la luce.
“L’Orchestra di Piazza Vittorio” è
un film davvero corale, solare, profondo, realizzato con uno
stile personale mai compiaciuto ma anzi lodevolmente asciutto
e incisivo.
Bruno
di Marcello