OPERAZIONE VALCHIRIA

Titolo Originale: Valkyrie
Genere: Storico/Drammatico/Bellico
Regia: Bryan Singer
Sceneggiatura: Christopher McQuarrie , Nathan Alexander
Cast: Tom Cruise, Eddie Izzard, Kenneth Branagh, Stephen Fry, Bill Nighy, Tom Wilkinson, Carice van Houten, Terence Stamp, Thomas Kretschmann, Halina Reijn
Colonna Sonora: John Ottman
Produzione: United Artists, Achte Babelsberg Film, Bad Hat Harry Productions
Paese d’origine: USA - 2008
Durata: 120 minuti
Data di uscita: 30 Gennaio 2009

 

“Operazione Valchiria” è un thriller storico basato su fatti realmente accaduti inerenti una congiura di alcuni alti ufficiali tedeschi per assassinare Hitler durante la seconda Guerra Mondiale. Con Tom Cruise nella duplice veste di produttore e protagonista, il film scritto dallo sceneggiatore Christopher McQuarrie e diretto da Bryan Singer (ovvero la premiata ditta de “I Soliti Sospetti”), racconta la storia del generale Claus von Stauffenberg, promotore insieme ad alcuni alti ufficiali tedeschi dell’operazione Valchiria, ovvero un attentato dinamitardo ad Hitler che, miracolosamente, rimase illeso; tutti i membri del progetto furono in seguito arrestati e fucilati.

Triste appurare che questo film è famoso, più che per meriti artistici, per la sua travagliatissima realizzazione (incidenti sul set, boicottaggio delle autorità tedesche, cause legali intentate alla produzione) nonché per essere il primo passo della risalita di Tom Cruise ad Hollywood dopo le polemiche che lo hanno travolto ed il conseguente calo di popolarità presso il grande pubblico, il flop dei suoi ultimi due film (“La Guerra dei Mondi” e “Mission: Impossible 3”) ed il “divorzio” dalla Paramount.
Eppure, se vediamo il film per quello che è, al di là del circo medianico di gossip e tam tam medianici, “Operazione Valchiria” è un prodotto di buona fattura, con una messa in scena impeccabile per ricostruzione storica dei fatti, realizzata in maniera avvincente seppur frenata da un eccesso didascalico, forse, voluto dai produttori.
Lontano dai polpettoni enfatici tipicamente americani, Singer firma una pellicola elegante e, con il suo stile di glaciale suspense, racconta gli eventi con un rigore da thriller la cui struttura narrativa è scandita da un conto alla rovescia sempre più serrato; la sua bravura si vede quando il pubblico, pur sapendo come andranno i fatti, per un attimo si illude che l’operazione vada a buon fine.

Per quanto riguarda invece contenuti e chiavi di lettura, ahimè, il film delude e sbanda vistosamente nel voler leggere da parte degli ufficiali che parteciparono alla congiura un disegno liberal-democratico: un’interpretazione di fatti e volontà che, pur se fosse vera, non è supportata da adeguate riflessioni concettuali nel film, apparendo freddo e superficiale, agganciato solo alla cronaca dei fatti, ma distaccato da tutto il resto. Non c’è approfondimento della sfera intima dei personaggi, che rimangono lievemente abbozzati ed interpretati in maniera calligrafica dal cast, Cruise in testa con il suo sguardo monotono di eroe predestinato.
Il film è certamente migliore rispetto alle aspettative, con un apporto basilare da parte del commento sonoro e della bella e cupa fotografia, ma si rivela comunque un lavoro ben realizzato senza molta anima.

Marco Valerio