ONE DAY
 
Titolo Originale: Id.
Genere: Commedia/Drammatico
Regia: Lone Scherfig
Sceneggiatura: David Nicholls, tratto dal romanzo “One Day” di David Nicholls
Cast: Anne Hathaway, Jim Sturgess, Patricia Clarkson, Ken Stott, Romola Garai, Rafe Spall
Colonna Sonora: Rachel Portman
Produzione: Random House Films, Focus Features, Film4
Paese d’origine: Gran Bretagna – 2011
Durata: 107 minuti
Data di uscita: 11 Novembre 2011

 

15 Luglio 1988: nel giorno di St. Swithin, Emma Morley (Anne Hathaway) e Dexter Mayhew (Jim Sturgess) si incontrano e, dopo una notte passata assieme, decidono di rimanere buoni amici, impegnandosi a mantenere un rapporto che vada oltre il sesso. Entrambi, ogni 15 Luglio di ogni anno successivo, si rivedranno per raccontare l’un l’altro le esperienze che la vita sta proiettando su di loro, ma soprattutto le novità, le gioie e i dolori, del dopo laurea: sanno che la loro amicizia, il loro rapporto, è qualcosa di speciale e non vogliono perdersi. Il tempo non potrà minare questo legame e ognuno lo porterà avanti nonostante le forti distanze che li separano: Emma è decisa a cambiare il mondo, a darsi da fare per renderlo un posto migliore, ed è un tipo combattivo; Dexter, invece, non ha piani a lungo termine, ed è arroccato sui privilegi che il suo buon tenore sociale gli offre. Qualcosa, però, è in procinto di scuotere questa unione, ed entrambi non sono pronti ad affrontare questo cambiamento radicale, che porrà le basi per un nuovo inizio e inaspettati colpi di scena per i due protagonisti.

Lone Scherfig, la regista danese dell’acclamato “An Education”, porta sugli schermi questo adattamento del romanzo “One Day”, di David Nicholls, qui anche sceneggiatore. Tutto ciò ha reso lo sviluppo della pellicola molto più organico e semplice, creando una linea diretta tra i due, e una comunicazione più veloce e fluida.
La scelta degli attori si è rivelata più semplice del previsto: Anne Hathaway, nei panni di Emma Morley, si è imposta fin da principio per la sua spontaneità, che le ha garantito un canale preferenziale per la parte. Jim Sturgess, invece, è stato scelto per l’introspezione data al personaggio di Dexter, e per la disinvoltura con cui si trovava a fianco della sua collega. Sebbene ci siano ottime premesse, il film riflette anche parecchi errori, in primis il fatto che la prima parte del libro è stata condensata moltissimo e certi salti temporali rendono difficile seguire l’avanzare della storia. Inoltre, sebbene la sua grazia, la recitazione della Hathaway pare forzata, con molte delle smorfie che la accompagnano rendono le sue espressioni ancora più stonate. Tra l’altro, e questo in Italia non si potrà notare visto il doppiaggio, molti non hanno gradito l’accento americano che il personaggio di Emma, nativo dell’Inghilterra, ha nella pellicola.

Interessante la prova di Sturgess, che ha reso la malinconia e la drammatica desolazione del personaggio di Dexter in tutta la sua totalità: furbo e spensierato, vediamo delle profonde trasformazioni allorché la sua gabbia dorata di lussi e agi si sgretola, mettendolo di fronte a lutti che semplicemente rimuove e non affronta: l’amore della sua vita, Emma, non può consolarlo, facendolo cadere nell’oblio. Un plauso sincero va dedicato infine all’attrice Patricia Clarkson: quasi la coscienza del figlio, è lei che ne nota l’ironia ma anche le cadute di stile, dandogli saggi consigli. Gli esterni, girati tra Parigi, Londra ed Edimburgo, sono eclettici, roboanti, pieni di vita, e si sposano bene con la colonna sonora che copre l’intervallo temporale che va dal 1988 ai giorni nostri. Globale, invece, la cura che è stata data alle acconciature, agli abiti, e agli oggetti, dei protagonisti: ogni particolare infatti rappresenta una evoluzione, un cambiamento essenziale dei personaggi e del momento storico in cui vivono. Un film che, nonostante i difetti, ci fa ridere e commuovere allo stesso tempo, e ci porta verso il finale che celebra la vita.

 

Alessandro Cristofaro