OGGI SPOSI

Genere: Commedia
Regia: Andrea Lucini
Sceneggiatura: Fabio Bonifacci
Cast: Luca Argentero, Michele Placido, Moran Atias, Lunetta Savino, Dario Bandiera, Filippo Nigro, Isabella Ragonese, Carolina Crescentini, Renato Pozzetto, Gabriella Pession, Francesco Montanari, Hassani Shapi, Vito, Francesco Pannofino
Colonna Sonora: Carmelo Travia & Giuliano Taviani
Produzione: Cattleya, Universal Italia
Paese d’origine: Italia - 2009
Durata: 120 minuti
Data di uscita: 23 Ottobre 2009

 

Quattro matrimoni avranno luogo nello stesso giorno, con tragicomiche conseguenze.
Nicola (Luca Argentero) è un poliziotto di origini baresi di stanza a Roma che, in procinto di sposare la sua fidanzata indiana Alopa (Moran Atias), figlia di un ambasciatore fiero e tradizionalista, è alle prese con le differenze tra i suoceri ed i propri genitori contadini (Michele Placido e Lunetta Savino) che deve convincere a partecipare al matrimonio celebrato con rito indù. Parallelamente i due fidanzati Salvatore (Dario Bandiera) e Chiara (Isabella Ragonese), precari con figlio in arrivo, vogliono organizzare un matrimonio a costo zero imbucandosi con gli invitati alle nozze di una soubrette vanitosa (Gabriella Pession) ed un faccendiere finanziario (Francesco Montanari), il quale intende usare il matrimonio per guadagnare soldi in esclusive fotografiche, sviando al tempo stesso l’attenzione dei mass media sulle sue difficoltà economiche. Infine, il rigorosissimo magistrato Fabio Di Caio (Filippo Nigro) intende impedire il matrimonio tra il suo ricchissimo padre vedovo (Renato Pozzetto) ed una massaggiatrice ventenne (Carolina Crescentini).

“Oggi Sposi” risulta una pochade nel senso più alto del termine, ovvero quel genere di commedia di origini francesi strutturata su canovacci di vicende amorose, intrighi e colpi ad effetto, con un intreccio di storie e personaggi decisamente sopra le righe che però non tocca mai le corde di quella comicità eccessiva, gratuita e pecoreccia di certi film distribuiti a Natale, ovvero i famigerati Cinepanettoni
Il giovane Andrea Lucini, autore già di successi come “Tre Metri sopra il Cielo” e “L’Uomo Perfetto”, si conferma un talentuoso regista con uno stile narrativo moderno che coniuga gli archetipi della classica commedia all’italiana con quella straniera; il risultato è un film dalla struttura agile e dal ritmo veloce, ricco di gags e di personaggi le cui caratterizzazioni offrono l’occasione per inserire nelle vicende alcune ironiche osservazioni sulla società italiana di oggi: dal fenomeno del gossip ai matrimoni pseudo-vip “pompati” dalla stampa, dalle starletts televisive ignoranti a faccendieri spendaccioni ed intrighi bancari a danno dei consumatori, per non parlare del precariato lavorativo gravante sui giovani. Non c’è una critica di costume vero e proprio, vista anche la leggerezza del film, ma quel pizzico di attualità lo rende sicuramente più interessante.

L’episodio principale (ed anche il più convincente) risulta essere quello del matrimonio tra Nicola ed Alopa, ma se il film fosse stato incentrato esclusivamente sulla loro storia ci sarebbe stato sicuramente il rischio di cadute di ritmo e momenti morti; gli sceneggiatori hanno così optato per rendere la trama dell’episodio estremamente asciutta, focalizzando l’attenzione soprattutto sugli elementi di scontro folkloristico-culturale tra le due famiglie (che fa da divertente leit motiv dell’episodio), ma –al tempo stesso- integrarne prudentemente la struttura con quella delle altre tre storie. Un’idea che si dimostra vincente a livello di coesione narrativa, grazie anche alla scelta di non mantenere separati gli episodi, facendo invece interagire tra loro i vari protagonisti, con le quattro vicende che si amalgamano tra loro fondendosi in un unico intreccio che alla fine risulta credibile e non forzato.

I pregi di una sceneggiatura pianificata a tavolino e scritta con brio sono infine ben espressi sia da una regia agile, sia da un montaggio serrato, sia dalla verve degli attori: su di tutti i migliori risultano essere Luca Argentero (a suo agio nel parlare il dialetto pugliese), Lunetta Savino (brava e mai eccessiva nel ruolo di madre meridionale), Gabriella Pession (il cui ruolo è perfettamente in linea con il suo enfatico timbro narrativo) ed infine il brillante Hassani Shapi (ottimo caratterista, già visto in “Lezioni di Cioccolato”); i più simpatici, invece, titolari di due ruoli-macchietta, sono un esagitato Filippo Nigro (che ricorda non poco il Giancarlo Giannini in “Mimì Metallurgico” o “Sessomatto”) ed un ruspante Michele Placido che, interpretando il classico contadino cafone ed orgoglioso, strappa il maggior numero di risate in sala.
Giudizio abbastanza positivo anche su gli altri interpreti, da un Francesco Montanari allegramente sopra le righe a Dario Bandiera e Isabella Ragonese (simpatici ma un po’ rigidi), passando per le maschere da comico di Vito e di un ritrovato Renato Pozzetto.

Paolo Pugliese