Quattro
matrimoni avranno luogo nello stesso giorno, con tragicomiche
conseguenze.
Nicola (Luca Argentero) è un poliziotto di origini
baresi di stanza a Roma che, in procinto di sposare la sua
fidanzata indiana Alopa (Moran Atias), figlia di un ambasciatore
fiero e tradizionalista, è alle prese con le differenze
tra i suoceri ed i propri genitori contadini (Michele Placido
e Lunetta Savino) che deve convincere a partecipare al matrimonio
celebrato con rito indù. Parallelamente i due fidanzati
Salvatore (Dario Bandiera) e Chiara (Isabella Ragonese), precari
con figlio in arrivo, vogliono organizzare un matrimonio a
costo zero imbucandosi con gli invitati alle nozze di una
soubrette vanitosa (Gabriella Pession) ed un faccendiere finanziario
(Francesco Montanari), il quale intende usare il matrimonio
per guadagnare soldi in esclusive fotografiche, sviando al
tempo stesso l’attenzione dei mass media sulle sue difficoltà
economiche. Infine, il rigorosissimo magistrato Fabio Di Caio
(Filippo Nigro) intende impedire il matrimonio tra il suo
ricchissimo padre vedovo (Renato Pozzetto) ed una massaggiatrice
ventenne (Carolina Crescentini).
“Oggi
Sposi” risulta una pochade nel senso più
alto del termine, ovvero quel genere di commedia di origini
francesi strutturata su canovacci di vicende amorose, intrighi
e colpi ad effetto, con un intreccio di storie e personaggi
decisamente sopra le righe che però non tocca mai le
corde di quella comicità eccessiva, gratuita e pecoreccia
di certi film distribuiti a Natale, ovvero i famigerati Cinepanettoni…
Il giovane Andrea Lucini, autore già di successi come
“Tre Metri sopra il Cielo” e “L’Uomo
Perfetto”, si conferma un talentuoso regista con uno
stile narrativo moderno che coniuga gli archetipi della classica
commedia all’italiana con quella straniera; il risultato
è un film dalla struttura agile e dal ritmo veloce,
ricco di gags e di personaggi le cui caratterizzazioni offrono
l’occasione per inserire nelle vicende alcune ironiche
osservazioni sulla società italiana di oggi: dal fenomeno
del gossip ai matrimoni pseudo-vip “pompati” dalla
stampa, dalle starletts televisive ignoranti a faccendieri
spendaccioni ed intrighi bancari a danno dei consumatori,
per non parlare del precariato lavorativo gravante sui giovani.
Non c’è una critica di costume vero e proprio,
vista anche la leggerezza del film, ma quel pizzico di attualità
lo rende sicuramente più interessante.
L’episodio
principale (ed anche il più convincente) risulta
essere quello del matrimonio tra Nicola ed Alopa, ma se il
film fosse stato incentrato esclusivamente sulla loro storia
ci sarebbe stato sicuramente il rischio di cadute di ritmo
e momenti morti; gli sceneggiatori hanno così optato
per rendere la trama dell’episodio estremamente asciutta,
focalizzando l’attenzione soprattutto sugli elementi
di scontro folkloristico-culturale tra le due famiglie (che
fa da divertente leit motiv dell’episodio), ma
–al tempo stesso- integrarne prudentemente
la struttura con quella delle altre tre storie. Un’idea
che si dimostra vincente a livello di coesione narrativa,
grazie anche alla scelta di non mantenere separati gli episodi,
facendo invece interagire tra loro i vari protagonisti, con
le quattro vicende che si amalgamano tra loro fondendosi in
un unico intreccio che alla fine risulta credibile e non forzato.
I
pregi di una sceneggiatura pianificata a tavolino e scritta
con brio sono infine ben espressi sia da una regia agile,
sia da un montaggio serrato, sia dalla verve degli attori:
su di tutti i migliori risultano essere Luca Argentero (a
suo agio nel parlare il dialetto pugliese), Lunetta Savino
(brava e mai eccessiva nel ruolo di madre meridionale),
Gabriella Pession (il cui ruolo è perfettamente
in linea con il suo enfatico timbro narrativo) ed infine
il brillante Hassani Shapi (ottimo caratterista, già
visto in “Lezioni di Cioccolato”); i più
simpatici, invece, titolari di due ruoli-macchietta, sono
un esagitato Filippo Nigro (che ricorda non poco il Giancarlo
Giannini in “Mimì Metallurgico” o “Sessomatto”)
ed un ruspante Michele Placido che, interpretando il classico
contadino cafone ed orgoglioso, strappa il maggior numero
di risate in sala.
Giudizio abbastanza positivo anche su gli altri interpreti,
da un Francesco Montanari allegramente sopra le righe a Dario
Bandiera e Isabella Ragonese (simpatici ma un po’
rigidi), passando per le maschere da comico di Vito e
di un ritrovato Renato Pozzetto.
Paolo
Pugliese