NUOVOMONDO (Golden Door)

Titolo Originale: Id.
Genere:
Drammatico/Storico
Regia: Emanuele Crialese, Federica De Cola
Sceneggiatura: Emanuele Crialese
Cast: Aurora Quattrocchi, Vincenzo Amato, Filippo Puccillo, Charlotte Gainsbourg, Vincent Schiavelli, Francesco Casisa, Federica De Cola
Colonna Sonora: Antonio Castrignanò
Produzione: Alexandre Mallet-Guy
Paese d’origine: Italia/Francia - 2006
Durata:
120 minuti

 

Monetine tintinnanti che piovono dagli alberi, frutti e verdure giganti, bagni e nuotate nel latte… è il “sogno americano” che giorno dopo giorno abita la mente di Salvatore (Vincenzo Amato) e della famiglia Mancuso i quali, venduta la proprietà e tutti gli averi, partono dalla Sicilia dei primi del Novecento alla volta del “Nuovomondo”, verso un’avventura ed una vita migliore, verso quella terra dell’abbondanza che avrebbe potuto dar vita a tante speranze.

Sicilia/New York, il vecchio e il nuovo che si incontrano, un’atmosfera misteriosa e quasi mistica che avvolge il lungo viaggio: i riti prima della partenza, le stregonerie che l’anziana madre di Salvatore (una bravissima ed eccelsa Aurora Quattrocchi) riserva agli abitanti del villaggio afflitti da spiriti e presenze oscure, rimedi contadini propri della tradizione rurale siciliana. L’innocenza e la bonaria ignoranza degli uomini umili si scontra con l’arroganza dell' “essere superiori” americano, un’America che accoglie la “nuova gente” non col sorriso o con cartelli di benvenuto, ma con la nebbia, la freddezza, i modi bruschi, le analisi fisiche e psicologiche nel centro d'accoglienza di Ellis Island, degne di un lager nazista e che sentenziavano il diritto a rimanere nel Nuovo Mondo o l'obbligo al rimpatrio, i matrimoni combinati per ottenere la cittadinanza e quei vetri scuri attraverso i quali a mala pena si riescono a vedere quelle “abitazioni giganti” e quel barlume di ricchezza che sale, piano dopo piano, fino a toccare le nuvole ed il cielo.
E l’incontro fatale con la bella e libertina Lucy (Charlotte Gainsbourg), donna di origini anglosassoni, che segnerà le vicende di Salvatore e che, in una bellissima ed intensa scena del film, riceverà quasi un “passaggio di consegne” dalla capofamiglia dei Mancuso donna Fortunata, destinata a rimanere legata alle sue convezioni, al suo tradizionalismo ed alla sua Terra.

Una “perla” per il cinema italiano si potrebbe definire questa seconda opera di Emanuele Crialese che, dopo aver ottenuto ottimi risultati con il suo “Respiro”, è stato salutato con “Nuovomondo” da una vera e propria ovazione al Festival del Cinema di Venezia.
Con una narrazione dal ritmo pacato, l’uso del dialetto siciliano, immagini metaforiche e tocchi di surrealismo, il regista racconta una storia che per quanto sembri lontana nel tempo, è ancora molto attuale.
E’ bellissimo vedere come Crialese ha diretto i suoi protagonisti, dipingendoli sul grande schermo prima a piedi scalzi su una terra dura, aspra e piena di pietre che poi quasi per magia si tuffa nel mare, una terra dove regna un silenzio quasi “primitivo” e si vive una vita semplice, immersa nella solitudine, piena di dubbi, incertezze, sogni e speranze e poi nel viaggio oltre oceano verso l’ignoto, verso la “terra promessa”, in un viaggio difficile, ma che è fonte di grandi scoperte, di pettegolezzi e di studio di cose nuove per Salvatore e la sua famiglia, quasi a preparali all’impatto con la nuova realtà di piombo americana.

Un’America che volutamente non si vede mai, ma che si lascia intendere solamente dagli sguardi dei protagonisti, dalle ansie, dalle parole non dette, un’America che permetterà solo ad alcuni di continuare il loro “sogno”, pur dovendosi piegare alle nuove e moderne leggi dell’uomo, della vita e dell’economia, e che rimanderà a casa tutti quelli che non lo hanno fatto, il tutto sottolineato ed enfatizzato dal finale del film che riprende le scene iniziali, proprio per chiudere il cerchio.

Valeria Marinaccio