Finalmente
un film italiano al di fuori degli schemi abituali del nostro
cinema: niente commedie adolescenziali o generazionali sui
trentenni né pretenziosi film d’autore, ma un
agile noir urbano-notturno venato da sfumature di commedia
“giallo-rosa”.
NOTTURNO BUS racconta una storia che ruota intorno ad un microfilm
rubato da Leila, una truffatrice e ladra di passaporti (Giovanna
Mezzogiorno), che incontra casualmente Franz (Valerio Mastrandrea),
autista notturno di autobus oberato da debiti di gioco. Di
mezzo ci sono quattro milioni di euro, poliziotti e gente
senza scrupoli, con Leila che entra casualmente in possesso
del microchip in grado di rovinare un uomo molto potente.
Inseguita dai servizi segreti deviati evita per un soffio
la morte salendo sull’autobus guidato da Franz, il quale
l’aiuta credendo che la ragazza fugga da un fidanzato
violento. Quando si rende conto in che razza di situazione
pericolosa si trova è ormai troppo tardi ed i due devono
fuggire.
Il film è veloce e divertente, diverso dai soliti cliché
a cui siamo abituati e gioca l’inedita carta della spy-story
con una sceneggiatura intricata quanto basta ed ampi rimandi
al cinema noir; l’impianto narrativo del film deve molto
al rapporto che si instaura tra i due personaggi protagonisti:
Valerio Mastrandrea è estremamente versatile e credibile
nel ruolo di un tranviere mite e sfigato che fa da contrappunto
ad una straordinaria Giovanna Mezzogiorno la quale, accantonando
i suoi tipici toni recitativi sommessi, ci regala una vibrante
performance interpretativa inventandosi una dark lady affascinante,
furba, manipolatrice. Comprimari di lusso sono i bravi Ennio
Fantastichini, Roberto Citran e Francesco Pannofino i cui
ruoli contribuiscono a dare spessore al film che, comunque,
non rinuncia ad un tono narrativo scanzonato grazie anche
a dialoghi spiritosi che alleggeriscono le sfumature noir
senza però stravolgerle. L’intreccio di NOTTURNO
BUS è brillante, non gratuito e ben congegnato, con
belle atmosfere e riprese notturne ben rese dalla fotografia
del grande Arnaldo Catinari.
Bravo ed originale il regista esordiente Davide Marengo che
costruisce il film mediante inquadrature inusuali e buone
intuizioni visive tramite vari movimenti di cinepresa, rivelandosi
estremamente preparato sui meccanismi narrativi di un certo
tipo di cinema ai fratelli Coen, tanto per intenderci. La
sceneggiatura del film, tratta da romanzo di Giampiero Rigosi
e da lui stesso adattata per il grande schermo, anche non
essendo il massimo dell’originalità viene sviluppata
in maniera non banale, con l’ulteriore merito di avere
ottimi scambi di battute che danno la possibilità a
Mastradrea e la Mezzogiorno di dare il meglio di sé
per caratterizzare i loro personaggi.
Non tutto è perfetto, qua e là il ritmo è
discontinuo assumendo una connotazione da fiction televisiva,
ma NOTTURNO BUS si conferma un esperimento perfettamente riuscito
di proporre tematiche di cinema “americano” mutuate
con connotazioni e sensibilità del cinema italiano
di nuova generazione. Da non perdere.
Paolo
Pugliese