NOTTE FOLLE A MANHATTAN

Titolo Originale: Date Night
Genere: Commedia
Regia: Shawn Levy
Sceneggiatura: Josh Klausner
Cast: Steve Carell, Tina Fey, Mark Wahlberg, James Franco, Mila Kunis, Ray Liotta, Taraji P. Henson, Common, Mark Ruffalo, Olivia Munn, Kristen Wiig, Leighton Meester
Colonna Sonora: Christophe Beck
Produzione: 21 Laps Entertainment, Media Magik Entertainment, Twentieth Century-Fox Film Corporation
Paese d’origine: USA - 2009
Durata: 88 minuti
Data di uscita: 7 Maggio 2010

 

Il matrimonio di Claire e Phil è diventato una routine quotidiana fatta di lavoro, faccende domestiche e figli pestiferi, che sta spegnendo la passione tra loro. Shockati dalla notizia che due dei loro migliori amici divorzieranno, decidono di ritagliarsi del tempo per sé e concedersi una serata romantica a Manhattan. Scelgono un ristorante di lusso, ovviamente al completo, ma Phil ha la brillante idea di sedersi al tavolo prenotato dalla coppia Mr. e Mrs Tripplehorn, fingendo di essere loro e cenare tranquillamente con la moglie. Questo scambio di identità avrà tragicomiche conseguenze, con Claire e Phil che si troveranno al centro di un intrigo ed una caccia all’uomo con poliziotti corrotti, boss del crimine e politici viziosi convinti che loro siano i Tripplehorn e che abbiano rubato qualcosa di grande valore.

E’ un evidente dato di fatto come, nell’arco di appena un ventennio, la commedia americana si sia progressivamente impoverita di contenuti e spirito di osservazione della realtà contemporanea, in favore di un imperante quanto piatto timbro adolescenziale/demenziale; i film comici prodotti dalle grosse major non osano mai tentare qualcosa di diverso o affrontare veri argomenti di satira (discorso diverso, invece, per le produzioni indipendenti che però spesso non arrivano alla distribuzione…), preferendo storielle inoffensive per il consumo globale, dove personaggi ed eventi sono estremizzati a livello di barzellette per cercare un facile quanto immediato effetto comico usa & getta che, in quanto tale, non va oltre una risatina e viene subito dimenticato.
E’ il caso di Notte Folle a Manhattan, commedia innocua di un regista specializzato nel genere demenzial-brillante come Shawn Levy (“Una Notte al Museo”, “The Pink Phanter”, “Una Scatenata Dozzina”), che parte con un incipit interessante sul pericolo di noia e incomunicabilità coniugale a causa della monotonia, usato però in maniera banale e pretestuosa per mettere in moto gli eventi, seguendo un canovaccio dalla struttura collaudata e prevedibile.

Steve Carell (“L’Amore secondo Dan”, “Agente Smart”, “40 anni vergine”) è un ottimo attore comico, dalla mimica esilarante e mai esagerata, che meriterebbe certamente qualcosa di più di commediole preconfezionate quanto lontane dalla realtà per dinamiche e personaggi come questo Notte Folle a Manhattan. E’ in gran parte merito suo se il film strappa qualche risata, insieme alla rivelazione Tina Fey: una commediante televisiva (diventata famosa con un’irriverente imitazione della governatrice cattolico-reazionaria Sarah Palin), dagli ottimi tempi comici e sorprendenti capacità d’improvvisazione che rende il suo personaggio meno scontato del solito, creando una certa alchimia con Carrell e realizzando insieme diverse gags simpatiche (vedi i cassetti aperti o gli apprezzamenti a Mark Wahlberg), oltre a un paio di sequenze abbastanza divertenti (ad esempio, la doppia esibizione nello strip club…).

Per il resto, a parte un inseguimento d’auto tecnicamente ben girato e leggermente evocativo del film “The Blues Brothers”, tutto scorre in maniera scialba e scontata, con le solite cose viste altrove come i bambini rompiscatole, locali d’elite strapieni con anfitrioni antipatici e snob, la coppia di cattivi stupidi, inseguimenti fortuiti, reazioni inverosimili e pacchiane, oltre ad un cast di coprotagonisti famosi abbastanza sprecati.
Se comunque cercate un film scacciapensieri, appartenente al filone cinematografico demenziale, ma che comunque intrattiene in maniera leggera, garbata e soprattutto non volgare, allora Notte Folle a Manhattan è il titolo che fa per voi.

Paolo Pugliese