Minnesota,
1989: dopo aver lasciato il marito violento, Josey Aimes (Charlize
Theron) torna assieme ai due figli dai propri genitori. In cerca
di un occupazione stabile per ricominciare una nuova vita ed offrire
un futuro ai propri bambini, grazie anche all'apporto dell'amica
Glory (Frances McDormand) entra a lavorare in miniera. La donna
si imbatterà da subito non solo con la difficoltà
del lavoro in miniera, ma soprattutto con l'aggressività
degli uomini della fabbrica, che vedono nella presenza delle donne
un rischio per il loro impiego e ciò si riflette in ripetute
angherie e scherzi crudeli che aumentano giorno dopo giorno, mettendo
a dura prova la tenuta psicologica di Josie, la quale non trova
nemmeno il sostegno del padre (Richard Jenkins), minatore anche
lui e con molti pregiudizi nei confronti della figlia.
Decisa a reagire in seguito all'ennesima aggressione e vistasi
abbandonata anche dai datori di lavoro che le propongono le dimissioni,
Josey assume l'amico e avvocato Bill White (Woody Harrelson) per
portare in tribunale l'azienda, rimanendo allo stesso tempo sola
ma scoprendo di nuovo il valore dell'amore e dell'amicizia.
Dopo l’ottimo esordio de "La Ragazza delle Balene",
torna la regista neozelandese Niki Caro con questo compatto film-denuncia
basato su una storia vera; un film che scava all'interno di una
questione spinosa come gli abusi psicologici e sessuali sul posto
di lavoro nei confronti delle donne nell'America a cavallo tra
gli anni '80 e '90. In questa pellicola, tra le distese innevate
del Minnesota e il soffocante rumore delle miniere, sofferenza
e lotta per emergere e avere giustizia si mischiano in due ore
a quella che è forse, dopo "Monster", una delle
prove più convincenti della Theron, che abbandonato ormai
lo stile glamour che l'ha da sempre contraddistinta, indossa perfettamente
i panni non solo di una minatrice, ma di una madre e una donna
che lotta contro i pregiudizi. Pregiudizi che non sono solo quelli
dei colleghi minatori, ma anche quelli familiari, sottolineati
dalla figura del padre (un bravissimo Richard Jenkins) che la
disprezza duramente per poi rivalutarla in una delle sequenze
più belle e più forti, di questa intensa pellicola.
Supportata da un cast di ferro, in cui sono da segnalare le interpretazioni
di altre due attrici premio Oscar come Frances McDormand (nel
ruolo di una ferrea sindacalista che dovrà convivere con
il morbo di Gehrig) e Sissy Spacek, oltre a quelle di un convincente
Sean Bean e un bravissimo Woody Harrelson (tornato alla ribalta
dopo anni di oblio), "North Country" si rivela come
una pellicola decisa ad affrontare un argomento scomodo e, seppur
un pò lento nel finale, di denuncia sociale come non se
ne vedevano da tempo.
Carlo
Coratelli