Fa
senso vedere come un attore comico dotato e con tanti anni
di carriera alle spalle, quale Eddie Murphy, si butti via
con pellicole di serie Z.
NORBIT rappresenta infatti la parabola degli alti e bassi
della carriera di un attore, specie se è stato una
delle star più ricche e famose degli anni ’80
ed, attualmente in crisi d’identità, alterna
rilevanti prove interpretative come quella di “Dreamgirls”
a macchiette parodistiche presenti in NORBIT: un film che
condensa tutto il peggio di cui è capace il cinema
americano d’intrattenimento.
Apprendiamo che Norbit (Eddie Murphy) è un trovatello
di colore allevato da un ristoratore cinese (sempre Eddie
Murphy) che parla con un risibile accento siciliano grazie
alle magie del doppiaggio italiano; il protagonista, sensibile
ma timido ed impacciato, non riesce ad opporsi all’inarrestabile
e prosperosa Rasputia (ancora Eddie Murphy) che, in maniera
autoritaria, lo circuisce e se lo sposa vessandolo poi in
continuazione insieme ai suoi fratelli, tre energumeni disonesti.
Rasputia è una di quelle donne dalle quali scappare
a gambe levate: pericolosamente soprappeso, sgradevole, insopportabile,
golosa, cattiva, egoista, volgare, infedele, manesca e possessiva.
Per Norbit, condannato ad una vita grigia ed infelice, si
apre però uno spiraglio di luce quando torna in città
la sua fidanzatina di quando era un bambino, divenuta una
splendida ed amorevole donna. Per Norbit ci saranno naturalmente
da fronteggiare vari ostacoli, come il fidanzato truffatore
di lei, affari immobiliari poco leciti e la furia della moglie
e dei suoi cognati, ma alla fine l’amore trionferà.
Aspettatevi il livello comico-narrativo più basso che
vi possiate immaginare: questo film è puro esercizio
trash, con un umorismo che definire pecoreccio o da caserma
è già un complimento. La comicità di
NORBIT altro non è che grossolana, risibile e fine
a sé stessa, vuota di contenuti o di satira. La sceneggiatura
è quanto di più demenziale (nel senso negativo
del termine), puerile e prevedibile ci possa essere, con dialoghi
ignobili, personaggi abbozzati (ed interpretati) in maniera
caricaturale e trovate comiche volgari che, tra l’altro,
non fanno assolutamente ridere. Ciliegina sulla torta, una
becera abbondanza dei soliti luoghi comuni caricaturali sulle
persone grasse: si strafogano di cibo, non entrano in auto,
occupano tutto il letto, svuotano le piscine con un tuffo,
scoreggiano sonoramente e si muovono come elefanti. Cose già
viste in tante altre (pessime) pellicole, comprese quelle
de “Il Professore Matto”, sempre con Eddie Murphy
che replica sé stesso.
L’attore
è comunque bravo nel gestire la mimica sia del personaggio
di Norbit che di quello di Rasputia, dimostrando ampiamente
il suo talento comico, ma non la propria oculatezza nello
scegliersi i ruoli: in attesa di un rilancio della propria
carriera spesso si dovrebbe avere il coraggio di reinventarsi
e fare scelte diverse (come fece, ad esempio, il nostro
Diego Abatantuono), piuttosto che cercare continuamente
facili successi accettando film come NORBIT così desolatamente
vuoti e poveri di idee da risultare francamente imbarazzanti
tanto per chi li vede quanto per chi li fa. Il signor Eddie
Murphy dovrebbe meditare su ciò.
Paolo
Pugliese