NIENTE DA DICHIARARE?
 
Titolo Originale: Rien à déclarer
Genere: Commedia
Regia: Dany Boon
Sceneggiatura: Dany Boon, Yaël Boon, Isabelle Thévenet
Cast: Dany Boon, Benoit Poelvoorde, Julie Bernard, Karin Viard, Francois Damiens, Bouli Lanners, Olivier Gourmet, Michel Vuillermoz, Chritel Pedrinelli, Joachim Ledeganck
Colonna Sonora: Philippe Rombi
Produzione: Scope Invest, Pathé, Les Productions du Ch'timi, TF1 Films Production, Scope Pictures, Canal Plus
Paese d’origine: Francia/Belgio - 2011
Durata: 107 minuti
Data di uscita: 23 settembre 2011

 

Nella primavera del 1986, Ruben Vandevoorde (Benoit Poelvoorde), un doganiere belga severo e sciovinista animato da un fervido odio anti-francese, vive con disperazione l’annuncio della chiusura delle frontiere europee. Sette anni dopo, alla vigilia della definitiva cancellazione delle dogane sul confine fra Francia e Belgio, Ruben trascorre le ultime ore di vita della frontiera dando sfogo a tutto il suo spirito nazionalista e tormentando i frontalieri francesi. Dall’altra parte del confine, tutti i doganieri francesi odiano e temono a loro volta il razzista Vandevoorde e la sua pericolosa indisponenza. In modo particolare, lo teme il mite poliziotto Mathias Ducatel (Dany Boon), innamorato di sua sorella e determinato a sposarla. Nel momento in cui viene deciso di creare una pattuglia di dogana mobile franco-belga per debellare un ingente traffico di droga, Mathias decide di far squadra con Vandevoorde per conquistare un posto nel cuore dell’arcigno francofobo e ottenere il suo beneplacito a entrare a far parte della famiglia.

“Niente da Dichiarare?” è il terzo film come regista dell’attore comico Dany Boon, il quale, dopo il grande successo della sua opera precedente “Giù al Nord” (oggetto di remake da parte nostra con “Benvenuti al Sud”), continua a giocare su una comicità di confine, basata sulle differenze e le barriere culturali/folkloristiche di gente appartenente a comunità diverse: in questo caso, i francesi e i belgi, divisi da secolare rivalità. La pellicola è una novella candida e leggera, scevra da qualsiasi velleità di riflessione antropologica, con una storia a suo modo universale, tenuta su da toni brillanti, ritmo serrato e due protagonisti istrionici: Danny Boon, col suo viso irregolare e stralunato, è un comico molto dotato a livello espressivo e mimico, che qui fa un piccolo passo indietro lasciando spazio all’istrionico e vulcanico comico belga Benoit Poelvoorde. A briglia sciolta, Poelvoorde insiste su una caratterizzazione estrema e teatrale del suo personaggio, esageratamente arrabbiato e razzista, contribuendo ad indirizzare il film su una strada di pantomima surreale, che assume più volte i contorni delle classiche barzellette (“c’è un francese, un belga e un…”). Con una comicità spensierata ed improntata sull’esagerazione, “Niente da Dichiarare?” si sgancia fin da subito da qualsiasi riflessione su temi come l’Unione Europea, il campanilismo franco-belga o le dinamiche della dogana, utilizzate comunque come incipit narrativi e di sketch comici.

La pellicola, nonostante il suo timbro enfatico e paradossale, risulta una commedia ben fatta e caratterizzata da una certa, amarognola, disillusione: tra i suoi pregi, oltre a un cast ben assortito, c’è una regia agile e tecnicamente non scontata da parte di Boon (vedi le sequenze d’azione e di inseguimento automobilistico), il quale riesce ad utilizzare bene l’ambientazione di confine “doganale”, creando un microcosmo convincente (vedi i gestori del ristorante o i colleghi dei protagonisti) e situazioni comiche fulminanti (ad esempio, le difficoltà della pattuglia mobile, i maldestri contrabbandieri o l’auto della polizia truccata), che contribuiscono a movimentare la storia e a divertire il pubblico.

Marco Valerio