La
vita di John Brennan (Russell Crowe) sembra perfetta fino
a quando sua moglie, Lara (Elizabeth Banks), viene arrestata
e condannata per un omicidio che sostiene di non aver commesso.
A tre anni dalla condanna, John continua a battersi per tenere
unita la famiglia, a crescere il loro unico figlio, e a svolgere
il suo lavoro di insegnante in un college pubblico, tentando
sempre di dimostrare l'innocenza della moglie. Quando la Corte
Suprema respinge l'ultimo appello, e la donna tenta il suicidio
in cella, John decide che è rimasta solamente una soluzione:
organizzare l'evasione della moglie nell’arco di appena
tre giorni. Rifiutando di lasciarsi scoraggiare dalle scarse
probabilità di successo o dalla sua propria inesperienza,
John escogita un elaborato piano e si immerge in un mondo
pericoloso e sconosciuto, mettendo in gioco tutto quanto per
la donna che ama.
Il
bravo regista-sceneggiatore Paul Haggis (“Crash”,
“Nella Valle di Elah”) scrive e dirige un thriller
d’azione drammatico e dall’impianto narrativo
serrato e coinvolgente; l’idea di base di un uomo qualunque
che si trasforma in un escapista pronto a tutto è quanto
mai sopra le righe, ma l’esito finale non è assolutamente
scontato, poiché la sospensione di incredulità
del pubblico è supportata da un’impostazione
realistica e dettagliata delle vicende narrate, oltre che
dall’ottima interpretazione dei protagonisti Russell
Crowe ed Elizabeth Banks.
Haggins conferma le virtù di attento narratore di vicende
umane calate in situazioni-limite, costruendo una storia che
fonde in un unico intreccio elementi di dramma familiare,
film giudiziario-carcerario e thriller poliziesco. Nel corso
di una narrazione scandita da un impietoso conto alla rovescia
(tre anni, tre mesi, tre giorni ed infine tre ore), vengono
raccontanti con la massima attenzione i vari aspetti umani
di cupa disperazione, di ingiustizia probatoria ed infine
di pianificazione della fuga: non tutto è perfetto
sul piano della plausibilità, ma la cura per i dettagli
(raccontando anche i passi falsi del protagonista nella preparazione
del suo piano nonché la sua progressiva, tormentata
determinazione) rendono le vicende credibili, con un’evoluzione
narrativa in crescendo che ha il suo zenit nel lungo finale
al cardiopalma; qui lo spettatore è portato al massimo
coinvolgimento ed identificazione col protagonista, non sapendo
fino all’ultimo cosa succederà e venendo piacevolmente
sorpreso da una serie di sviluppi a raffica che culminano
in un colpo di scena finale tanto semplice quanto efficace.
Ci
sono poi altri due ingredienti importanti nella ricetta di
questo film che, nel suo genere, rasenta quasi la perfezione:
il primo è lo spazio dato alle autorità, con
un gruppo di personaggi che, nel loro lavoro, rappresentano
gli avversari del protagonista (sia prima che durante l’evasione),
ma che vengono descritti in maniera concreta e non stereotipata,
dando ulteriore spessore al racconto; il secondo elemento
è l’abilità del regista nel raccontarci
le fasi del piano e tutte le sue componenti senza rivelare
mai il disegno globale, aumentando così l’effetto
thrilling durante la sua esecuzione. Ottime, infine, le performance
di Crowe e della Banks che interpretano con molto equilibrio
e senza inutili sbavature due persone normali alle prese con
qualcosa di più grande di loro che mina il loro rapporto
di coppia, riuscendo a trasmettere allo spettatore la reciproca
angoscia ed il forte amore che diventa il motore primario
dell’intera storia.
Paolo
Pugliese