Una favola, senza dubbio. Perdipiù una favola edificante,
di quelle con la morale incorporata. In cui il bene trionfa, tutto
magicamente s’aggiusta e “vissero felici e contenti”.
Adesso starete sicuramente pensando: e’ un film dal quale
girare alla larga, oppure da usare come sonnifero, quando si è
proprio costretti a vederlo a causa di pargoli insistenti. Beh,
le cose non stanno proprio così. Perché “magicamente”,
Tata Matilda supera agevolmente gli angusti confini delle pellicole
rigorosamente riservate ai più piccoli, facendosi apprezzare
anche dagli adulti, soprattutto se inclini ad apprezzare una narrazione
surreale e fiabesca (o agli inguaribili romanticoni…). Il
fatto poi che la storia non venga tirata per le lunghe, ma rimane
nella canonica ora e mezzo circa di proiezione, aiuta a digerire
senza particolari difficoltà anche i momenti più
prettamente infantili nonché il buonismo di fondo dell’intera
vicenda.
Il signor Brown, vedovo da poco, ha 7 figli pestiferi che più
pestiferi non si può. Il loro hobby principale è
far scappare le tate che inutilmente il padre ingaggia per tenerli
a bada. Intanto la ricca e vecchia zia, che sostiene finanziariamente
l’indebitata famiglia, pone un ultimatum al padre dei pargoletti:
o si sposa entro la fine del mese, per riportare una figura femminile
nella casa, oppure chiuderà il rubinetto dei soldi. Con
la tragica conseguenza di far fallire l’azienda di pompe
funebri che il signor Brown conduce, e quindi alla sottrazione
dei figli che verrebbero separati e affidati a vari istituti infantili
per poveri.
E’ in questo difficilissimo momento che nella casa dei Brown
piomba magicamente la tata Matilda, una vera e propria strega,
sia per l’aspetto che per i poteri magici. Sbattendo il
suo bastone incantato la tata Matilda riuscirà a mettere
in riga i ragazzini, a rimediare ai guai e a indirizzare verso
una nuova serenità la duramente provata famigliola.
Come già detto prima è una favola per bambini, che
piacerà e divertirà tutti gli under 12, ma che risulta
gradevole o perlomeno sopportabile anche agli adulti. Merito della
bravura degli interpreti, di una sceneggiatura surreale e divertente,
di dialoghi brillanti e mai stucchevoli. E non dimentichiamo le
scenografie, i costumi e la fotografia che contribuiscono, in
maniera determinante, a creare un’atmosfera fiabesca all’intera
pellicola.
Si ride e si sorride, ci si commuove e ci si appassiona, qualche
volta si sospira per qualche gag un po’ vecchiotta (ma che
i bambini apprezzeranno di sicuro), si rimane anche perplessi
per un montaggio un po’ “brusco”, ci si attarda
per seguire i simpatici titoli di coda, e in generale si passeranno
97 minuti di spensierata visione.
Accanto alla ovviamente bravissima Emma Thompson, non sfigurano
affatto gli altri attori, facendo si che la pellicola goda di
un livello recitativo generalmente alto e ci dona un parterre
di personaggi (non solo i principali ma anche i minori) tutti
ben caratterizzati e definiti. Grazie a questa ottima performance
collettiva, il film che era ritagliato su misura per la Thompson,
evita di trasformarsi in uno spettacolo da one-woman-show: la
dolce Emma fa com’è giusto la parte del leone, ma
senza mai andare sopra le righe, senza eccessi e gigioneggiamenti,
e quindi non finisce con l’appiattire ed oscurare il resto
del cast, ma anzi ne esalta le qualità.
Innanzitutto bravi i bambini, che in tale filone di film rappresentano
spesso il punto dolente, risultando odiosi e/o stucchevoli (l’ultimo
caso, per mia personale opinione, riguarda i quattro fratelli
delle Cronache di Narnia). Invece tutti bravi, tutti simpatici,
tutti credibili, aiutati anche dai dialoghi non banali o fintamente
infantili.
Anche il padre (Colin Firth) riesce a passare disinvoltamente
da situazioni comiche e surreali, ad altre più sofferte.
Una figura che poteva scadere nella macchietta comica e invece
man mano che il film procede, acquista sempre più spessore.
E ancora: non si può che parlare bene anche della cuoca,
la bella servetta Evangeline, i due aiutanti del padre, la vedova
Quickly e la vecchia zia, ottimamente interpretata da una Angela
Lansbury in forma, che torna al cinema dopo 20 anni di assenza
e lo fa dando la netta impressione di divertirsi un mondo ad impersonare
il suo acido personaggio. Tutti bravi, tutti perfettamente in
ruolo.
In definitiva questo film è consigliato per tutti coloro
che vogliono far vedere un film che piace ai pargoletti, senza
per questo doversi sorbire un polpettone stucchevole; a tutti
quelli che amano le atmosfere fiabesche e surreali; agli inguaribili
romantici; a tutti i nostalgici di Mary Poppins, agli ammiratori
di Emma Thompson… insomma un po’ a tutti, l’importante
è che sotto una dura scorza di vita vissuta, nascondiate
ancora un animo da bambino!
Mario
Colasuonno