In
origine ci fu la “Mummia” nel 1999, seguito da
“La Mummia – Il Ritorno” nel 2001, portando
poi a un inatteso (e molto deludente) spin-off de
“Il Re Scorpione” un anno dopo (a cui è
seguito un secondo capitolo, ma questo in pochi lo sanno).
Sei anni di silenzio e vuoto prima di rivedere la famiglia
degli O'Conner nuovamente sullo schermo, con una nuova avventura
ambientata dopo la Seconda Guerra Mondiale. Bisogna iniziare
certamente a dire che questo film è un netto passo
avanti rispetto “la Leggenda del Re Scorpione”.
Secondo punto forte della pellicola è proprio l'ambientazione
totalmente cambiata: si lascia l'Egitto (dopo due capitoli
e due spin-off) per approdare nell'antica Cina. Ovviamente,
e non c'era bisogno di dirlo, il nemico è sempre una
Mummia, questa volta interpretato da Jet Li.
Cos’altro
c'è di nuovo nell'intera pellicola?
Ah si, il regista: Rob Cohen. Forse non il più grande
cineasta attualmente in circolazione (autore di un modesto
film come “The Fast and Furious”). Forse la cosa
più lampante che balza all'occhio dopo una decina di
minuti di visione del film è la presenza Maria Bello,
l'ultima "grande" novità. L'attrice subentra
come se niente fosse a Rachel Weisz, troppo presa da produzioni
migliori e impegnative dopo i consensi degli ultimi anni (o
magari un po troppa altezzosa a poco nobile per piegarsi a
un ritorno alle origini come questo, sta a voi giudicare).
La cosa fa un po' storcere il naso, ma bisogna accettarlo,
il che fa mormorare la sala che si ritrova confusa nella nuova
figura femminile. Anche se, ovviamente parere personale, Maria
Bello risulta più convincente del predecessore.
Il
resto è la solita vecchia storia: la Mummia che si
risveglia, il suo viaggio per trovare un modo per riacquistare
i propri poteri, la resa dei conti nel luogo in cui è
stato sepolto, finale buonista tra baci e abbracci. Esattamente
la storia del primo e del secondo capitolo, nulla di più
nulla di meno. La Mummia viene sempre ovviamente risvegliata
per colpa/a causa dei protagonisti e dei soliti cattivi, sfruttando
quindi un meccanismo gia collaudato e leggermente usurato.
Il tutto comunque fila liscio senza troppi problemi, forse
proprio perché non ci si aspetta molto di più.
Alcuni momenti un pò fiacchi e altri un pò movimentati.
Banale ma comunque efficace.
Pollice
verso per il figlio di O'Conner. L'attore Luke Ford ha un
personaggio sin troppo è odioso e mal scritto, il che
risulta a pelle poco simpatico. Il problema nasce anche dal
fatto che pare un adulto di 30 anni accanto al padre. Ma era
difficile trovare un attore un pochino più giovane
o che comunque possa risultare convincente nel suo ruolo?
Fraser non è invecchiato di un non nulla mentre il
figlio si è triplicato tra un episodio e l'altro, rendendolo
veramente inverosimile il tutto.
Speriamo sia solo un film nostalgico questo che non riapri
la saga cinematografica… direi che tre capitoli e due
spin-off siano un risultato che va al di la delle più
rosee aspettative.
Mattia
Sicuro